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Cleveland Cavaliers: dilemma delle rotazioni per coach Lue

di Marco Tarantino
tyronn lue

A pochi giorni dall’inizio del training camp e a meno di un mese dalla ripresa della Regular Season NBA, le franchigie hanno definito, chi più chi meno, il roster per la stagione 2017-2018: i giocatori dei Cleveland Cavaliers sono stati radunati pochi giorni fa da LeBron James al suo consueto pre training camp che anticipa quello ufficiale, svoltosi quest’anno in California, precisamente a Santa Barbara.

A impressionare notevolmente King James e gli altri compagni di squadra sicuramente è stato Derrick Rose, tanto da far impegnare personalmente King James per la rinegoziazione di un contratto più favorevole al termine della stagione 2017-2018 per l’ex Chicago Bulls e New York Knicks per la stagione 2018-2019.

Rose infatti, complice le condizioni altalenanti di Isiah Thomas che potrebbero fargli saltare probabilmente le prime 30 partite di Regular Season, dovrebbe avere molti minuti a disposizione da parte di coach Lue nel quintetto titolare. Le previsioni iniziali riguardanti l’utilizzo di Rose come playmaker di backup della second unit per il momento sono saltate, concedendo all’MVP del 2011 la regia del quintetto titolare e aggiungendo dalla panchina tutta l’esperienza dello spagnolo Jose Calderon.

Se durante la scorsa stagione LeBron James era preoccupato riguardo la poca profondità della panchina quest’anno possiamo dire che coach Lue ha tutt’altro problema. Infatti dallo scambio di Kyrie Irving con i Boston Celtics sono arrivati, oltre al già menzionato Isiah Thomas, Jae Crowder (ottimo difensore e giocatore versatile in uscita dalla panchina) e Ante Zizic, in più dalla free agency si sono aggiunti, oltre al già menzionato Calderon, Jeff Green in uscita dagli Orlando Magic e dall’Anadolu Efes la guardia macedone Cedi Osman. Idealmente il quintetto in uscita dalla panchina dovrebbe essere il seguente: Calderon playmaker, Korver guardia, Crowder ala piccola, Green ala grande, Zizic centro. Con queste premesse giocatori come Iman Shumpert e Channing Frye vedrebbero il loro minutaggio e il loro contributo alla causa diminuire notevolmente, e ciò favorirebbe rumors riguardo delle trade prima dell’inizio della Regular Season.

Si è a lungo parlato di una probabile trade tra i Cleveland Cavaliers e New Orleans Pelicans riguardante Iman Shumpert, Channing Frye e DeMarcus Cousins con l’aggiunta della 1st pick al Draft 2018 ottenuta dai Boston Celtics nell’affare Irving, così come del re-interessamento di Carmelo Anthony per lo scambio ai Cavaliers se l’accordo con gli Houston Rockets non fosse fattibile. Di sicuro nonostante i pochi minuti che potrebbero avere, possiamo dire che Frye e Shumpert sono due buoni giocatori di sistema in uscita dalla panchina nel rodato sistema Cavs, ma visti gli ingaggi onerosi di entrambi, vengono svalutati come contropartita in un’eventuale trade per accaparrarsi qualche ultimo pezzo di mercato pregiato NBA, considerando che Frye è all’ultimo anno di contratto da $7.420.912 e che nell’estate 2018 sarà Unrestricted Free Agent, mentre Shumpert ha ancora due anni di contratto da $10.337.079 e $11.011.236 per poi nell’estate 2019 diventare Unrestricted Free Agent anche lui. Il dilemma quindi è: cercare di intavolare uno scambio prima della scadenza dei contratti cercando di ottenere qualcosa e di alleggerire il Salary Cap, o puntare a una panchina molto profonda ma “ingolfata” da molti giocatori con lo stesso ruolo e da salari onerosi?

Per NBAPassion,
Giovanni Rinaldi

 

 

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