Infortuni fastidiosi e riprese miracolose. L’NBA è anche questo, Enes Kanter contro Miami nella notte ne è stato la prova vivente. Il centro dei Knicks, alla sua prima stagione di questa nuova avventura newyorkese, è rientrato in campo per la gara contro gli Heat dopo essere stato ai box per dolori alla schiena. Ma il solo riuscire a tornare operativo non era abbastanza, e allora Kanter si è inventato una prestazione “monstre”: con gli avversari privi di Whiteside per infortunio, il tabellino del turco recita 22 punti e 14 rimbalzi (con Porzingis assente praticamente per tutta la gara) e vittoria Knicks 115-86.
.@budweiser highlights from tonight’s shorthanded home victory ⬇️ pic.twitter.com/Mayl2vlcjW
— NEW YORK KNICKS (@nyknicks) November 30, 2017
Da quando gli spasmi muscolari alla schiena avevano cominciato a dargli problemi, Enes Kanter non era nemmeno in grado di camminare a dovere; nell’arco di tre partite passate a riposo, la sua situazione si è totalmente ribaltata, fisicamente e non solo: Kanter contro Miami voleva proprio esserci. “Ero così eccitato, così affamato”, ha detto il centro turco, “Mi interessava soltanto andare lì fuori e staccare a morsi l’orecchio a qualcuno!”. Detto fatto, l’assenza del realizzatore leader dei Knicks, Kristaps Porzingis, non si è fatta sentire.
Riguardo proprio al lettone, le dinamiche del suo infortunio avevano fatto presagire anche il peggio, con Justise Winslow piombatogli sul piede nelle primissime fasi della gara e la caviglia dell’ “unicorno” giratasi in maniera innaturale. In realtà poi le radiografie effettuate dai Knicks non hanno destato particolari preoccupazioni; il giocatore era stato dichiarato disponibile per il terzo quarto, ma Enes Kanter ne ha reso l’impiego superfuo.
“[Porzingis] È un’importante componente della nostra famiglia, ma quando lui è stato messo fuori uso ci siamo attivati tutti insieme”, dice modestamente Kanter parlando della prestazione contro Miami. “Non solo io, tutti quanti abbiamo fatto la nostra parte”. Kanter ha voluto ribadire un concetto fondamentale della pallacanestro e soprattutto di questo nuovo progetto dei Knicks: non si vince con un uomo solo al comando, la squadra quest’anno è tale a tutti gli effetti. Melo, se ci senti…

