Indiana Pacers: Stranger Things | Nba Passion
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Indiana Pacers: Stranger Things

Indiana Pacers: Stranger Things

Il 2017 come il 1983. Paul George come Will Byers. Il paragone tra i nuovi Pacers e la famosa serie Stranger Things e’ presto fatto. L’ambientazione e’ sempre quella dell’Indiana. L’estate ormai trascorsa verrà ricordata, dai tifosi della franchigia e non solo, come quella che ha completamente stravolto la franchigia gialloblù. George e Larry Bird non ci sono più, spariti nel nulla, risucchiati chissà in quale tetro posto. I due, però, non sono andati nel sottosopra o in un’altra dimensione come il povero Byers. L’ala piccola , infatti, e’ approdata agli Oklahoma City Thunder, facendo comparire, dalle parti della sua vecchia casa, Victor Oladipo e Domantas Sabonis. Mentre  Bird ha lasciato il posto di presidente a Kevin Pritchard.

Ora i Pacers dovranno muoversi attentamente negli cupi meandri dell’Est, paragonabile alla fantomatica città di Hawkins, alla ricerca della strada maestra, alla ricerca di un leader, visto che quello vecchio si è volatilizzato. Per farlo bisognerà affrontare le creature mostruose che vivono su questo versante della NBA.

Myles Turner: sarà lui il nuovo leader degli Indiana Pacers?

L’era George è dunque definitivamente conclusa e la stagione 2017/2018 rappresenta sicuramente l’anno zero per il team. Il coach Nate McMillan è stato, un po’ a sorpresa, riconfermato. L’anno scorso un misero ottavo posto con un roster di tutto rispetto aveva fatto pensare ad un esonero del coach nel corso della offseason. La dirigenza, invece, con un nuovo gruppo ha preferito fidarsi di McMillan, dando continuità al progetto tecnico. Il roster è dunque cambiato molto. Hanno lasciato Indianapolis anche il play Jeff Teague e la guardia Monta Ellis. Via draft, infatti, sono arrivati i promettenti TJ Leaf e Ike Anigbogu, entrambi da UCLA. Il primo e’ una classica ala grande moderna, dotato di un buon tiro da fuori anche se non è particolarmente atletico; il secondo è un big man dotatissimo da un punto di vista atletico e fisico, forte a rimbalzo ma non particolarmente tecnico.  Via trade, come detto, la franchigia ha avuto come pedine di scambio per George i giovani Oladipo e Sabonis. La guardia è sicuramente un prospetto interessantissimo, anche se viene da una stagione modesta. Il solo problema è il suo contratto sicuramente sproporzionato al suo attuale valore. Il figlio del gigante lituano, invece, è un diamante grezzo, un giocatore moderno e versatile che in Indiana, senza ansie e fretta di vincere, potrà sicuramente crescere e far bene. Infine via free agency solo arrivati i più esperti Darren Collison, Bojan Bogdanovic, che avranno il compito di aiutare i giovani nel loro percorso di apprendistato.

New York Knicks v Indiana Pacers - Game Six

Lance Stephenson.

La stella della squadra sarà, manco a dirlo, Myles Turner. Il centro pur avendo soli 21 anni e’ già alla terza stagione NBA ed è chiamato a fare il salto di qualità e a diventare in caso la guida dello spogliatoio. La sua bravura ed intelligenza cestistica potrebbero fare di lui il naturale erede di Paul George, colui su cui fondare una futura squadra vincente. Lo scorcio iniziale della nuova stagione ci potrà dire quale potrà essere il quintetto dei Pacers. Ad oggi, infatti, sicuri di un posto negli starters sono solo Oladipo, Bogdanovic e Turner con i posti di play e ala grande ancora da assegnare. In particolar modo, dalla scelta nello spot di 4, capiremo il tipo di gioco che McMillan ha in mente per i suoi. L’anno scorso Larry Bird aveva spinto per lo small ball, ossia un quintetto piccolo, veloce, capace di correre in transizione e segnare da media/lunga distanza. La scelta di TJ Leaf e la conferma di Thaddeus Young sembrano far pensare che anche quest’anno si punti su una filosofia simile, ma la presenza di lunghi classici come Anigbogu e Al Jefferson danno al coach valide alternative anche per un gioco più ruvido e muscolare sotto canestro. Il figliol prodigo, Lance Stephenson, sarà il sesto uomo,  portando intensità in difesa e nuove energie sul parquet. Il ruolo di play, probabilmente l’incognita maggior di questi Pacers, sarà contesto da Collison, Joseph e Young, con il primo favorito a partire in quintetto. La squadra, pur non essendo particolarmente talentuosa, è piena di giovani ( solo 6 giocatori su 16 a roster sono nati prima del 1990 ) e potrebbe essere una delle sorprese della Eastern Conference.

Proprio la non altissima competitività della costa orientale potrebbe portare questi Pacers a giocarsela per l’ultimo slot per i playoff. In caso di exploit. Infatti, l’obbiettivo principale sarà trovare l’amalgama giusta per questo gruppo rinnovato e soprattutto accompagnare i giovani nel loro percorso di sviluppo. Tutto dipenderà dal lavoro del coaching staff e dai giocatori, che dovranno dare il massimo per la causa.

Ambrogio Ietto
ambrogioietto@alice.it

Classe 1995, Studente di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Salerno. Giocatore di pallavolo, appassionato di basket NBA. Squadra preferita ? Il Gioco.

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