Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLuke Walton: “Dobbiamo migliorare nel tiro da tre punti”

Luke Walton: “Dobbiamo migliorare nel tiro da tre punti”

di Claudio Zagara
Luke Walton

I Los Angeles Lakers sono una creatura in continua evoluzione. Profondamente rivoluzionati nell’organico e alleggeriti nell’approccio alla partita (effetto post-Kobe?), la sponda giallo-viola della città degli angeli si è riempita di aspettative e di speranze di rivedere una pallacanestro vincente e duratura. Ma la banda di Lonzo Ball e compagni in queste prime quindici giornate di regular season ha messo in luce anche le sue debolezze più grandi, senza troppi complimenti degli avversari.

È stato il caso della gara di mercoledì contro i Philadelphia 76ers di Ben Simmons e Joel Embiid, sfida dal vago sapore di quella Rising Stars Challenge che andrà in scena il prossimo febbraio, data la pletora di talenti emergenti schierati da una parte e dall’altra. Ebbene, sconfitta 115-109 ed una nuova certezza: i Lakers non sono una buona squadra nei tiri da 3 punti. Non è una frase nostra ma di coach Luke Walton, che con i gloriosi Lakers dell’etica del lavorare sodo ha condiviso il parquet, vincendo due titoli NBA.

Per Walton i suoi, con un imbarazzante 3/27 dall’arco e due ultimissimi posti sia nella classifica dei tiri da 3 per gara, sia in quella della percentuale di triple segnate, non si stanno allenando abbastanza sulla lunga distanza, che nell’era della “death lineup” dei Warriors è ormai un caposaldo dei piani-partita di tutta la lega.

Caldwell-Pope, Kuzma, Ingram, Lonzo Ball, Hart. Nessuno in grado di incidere davvero. Basti pensare che gli unici due Lakers con più del 30% da 3 punti sono Jordan Clarkson (40%) e il navigato Brook Lopez (35.1%) che, precisazione impietosa ma doverosa, gioca pur sempre da centro. Il risultato è un attacco statico che non allarga il campo e non crea spazi per tiri aperti, semplicemente perché i tiri non arrivano e se arrivano non spaventano le difese. Per i Lakers è tempo di ascoltare coach Luke Walton e lavorare in palestra dall’arco, e chissà che il coach non si rivolga proprio al Mamba per una strigliata.

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