Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston RocketsJames Harden sull’arbitraggio in Rockets–Celtics: “In NBA non può accadere”

James Harden sull’arbitraggio in Rockets–Celtics: “In NBA non può accadere”

di Claudio Zagara

Tanti infortuni tra i protagonisti più attesi, sorprendenti nuove leve e consacrazioni di vecchie conferme. A questa sommaria lista di elementi offerti finora dalla prima parte della stagione 2017-18, è forse tempo di aggiungere anche un arbitraggio sicuramente discutibile e a tratti anche deludente. Al TD Garden di Boston in casa dei Celtics James Harden ha toccato con mano la frustrazione che si prova ad essere nell’occhio del ciclone per fischi sfavorevoli e di difficile interpretazione.

Bisogna innanzitutto precisare che la gara di ieri notte è stata atipica fin dall’inizio, in quanto in mano a due soli arbitri: Tony Brothers e Gediminas Petraitis l’hanno dovuta gestire senza Mark Lindsay, infortunato nel riscaldamento, ma soprattutto senza il consueto arbitro di riserva. Nel finale di partita, a pochi secondi dalla fine, Harden è stato autore di due falli consecutivi in situazione di rimessa da fondo campo: in entrambi i casi The Beard nel tentativo di liberarsi si è “allacciato” a Marcus Smart (di nome, di fatto), che è riuscito a trarre il massimo dalle due situazioni. Risultato: per Boston bonus falli guadagnato e vittoria 99-98. Sulle suddette chiamate degli arbitri, la point guard dei Rockets è rimasta molto perplessa e delusa.

“Prima di tutto, mi chiedo come possano esserci solo due arbitri in una gara sulla TV nazionale. Questa è la prima domanda. Poi, molte trattenute, molti strattoni. Come altro dovrei riuscire a liberarmi? Il tipo [Marcus Smart] aveva entrambe le braccia avvinghiate al mio corpo. Ci sono state molte non-chiamate che dovevano invece essere effettuate perché avrebbero cambiato le dinamiche della gara. Non può accadere.”

Una rimostranza, quella di Harden a Jonathan Feigen di Houston Chronicle, dettata anche dalla frustrazione della sconfitta (peraltro dopo un vantaggio di 24 punti accumulato fino all’intervallo) ma senz’altro lecita per ciò che concerne il primo punto: la lega dovrebbe sempre e comunque garantire gli standard adeguati, dentro e fuori da un campo di gioco. Contro i Celtics James Harden non ha realizzato una delle migliori prove, con i suoi 34 punti e 15/15 ai liberi, ma pur sempre con un 7/27 dal campo non all’altezza. Dopo il recente sfogo di LeBron James sui falli non fischiati a Kevin Durant, la lista degli “scontenti” del lavoro dei fischietti sembra destinata a diventare un’autostrada.

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