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C’è una ragione per essere entusiasti dei New York Knicks

di Matteo Meschi

C’E’ UNA RAGIONE PER ESSERE ENTUSIASTI DEI KNICKS – DA Basketball Insiders

“Come sempre il mormorio venne interrotto. Il silenzio teso venne rotto dopo quello che per i tifosi Knicks deve essere sembrato un’eternità.

Quando il Commissioner David Stern annunciò che la franchigia aveva selezionato Danilo Gallinari con la sesta scelta assoluta del Draft NBA 2008, la scelta venne accompagnata da un mix di acclamazioni e “buuu”. Nonostante Gallinari divento’ poi l’asset principale dello scambio che permise ai Knicks di prendere Carmelo Anthony, quello che rimane incredibile è che Danilo e Jordan Hill (selezionato con l’ottava scelta assoluta al Draft 2009) rappresentano l’ultima volta che i Knicks hanno utilizzato un primo giro per due draft consecutivi.

La scelta 2010 dei Knicks infatti era stata ceduta sei anni prima nell’affare che portò Stephon Marbury a New York City. Quella scelta poi si trasformo’ nella pick numero nove, che permise a Utah di scegliere Gordon Hayward. La prima scelta del 2012 invece era stata lasciata a Houston due anni prima. I Knicks mandarono Jared Jeffries e Jordan Hill ai Rockets in una trade nata per liberarsi di contratti superflui. La franchigia stava pianificando di liberare spazio salariale per LeBron James, ma alla fine si accontentarono di Amar’e Stoudemire. La scelta del 2012 invece era la sedicesima assoluta e fu usata per draftare Royce White.

I Knicks poi scambiarono le scelte del 2014 e il diritto sulla migliore scelta 2016 ai Denver Nuggets nell’affare Carmelo Anthony. Sebbene in cambio abbiano ricevuto la prima scelta dei Nuggets, alla fine rinunciarono a quella scelta, cedendola ai Toronto Raptors per Andrea Bargnani. Le scelte cedute del 2014 e 2016 vennero usate dalle rispettive squadre per draftare Dario Saric e Jamal Murray. In altre parole, negli ultimi dieci anni, i Knicks hanno scambiato i loro primi giri quasi ogni volta che era possibile. In questo arco temporale, la squadra si e’ qualificata tre volte ai playoff e ha vinto una sola serie.

Fortunatamente, oggi sembra che la filosofia della franchigia sia cambiata, e Frank Ntilikina potrebbe essere un indizio al riguardo.

Con i New York Knicks pronti per cominciare la preseason, la stagione 2017-18 è una delle poche in cui i tifosi non hanno grandi aspettative. I Knicks sono, da una parte, una squadra composta quasi esclusivamente da giovani il cui vero potenziale rimane in qualche modo sconosciuto, mentre dall’altra possono vantare i diritti non solo sulla propria prima scelta del 2018, ma anche (grazie alla trade di Carmelo Anthony) sul secondo giro dei Chicago Bulls.

Cosi’, per la prima volta dopo parecchio tempo, i Knicks metteranno in campo un roster che ha bisogno solo di divertirsi, giocare insieme e mostrare segni di miglioramento per convincere i dirigenti che i loro soldi siano stati spesi bene.

Al centro di tutto questo c’è Frank Ntilikina: una delle guardie più intriganti tra i rookie di quest’anno.

“Il segno definitivo che dice che sei abbastanza bravo per giocare in questa lega è quando riesci a guadagnare il rispetto dei veterani che giocano con te” le parole di Jeff Hornacek al New York Post dopo l’allenamento di sabato “I ragazzi stanno già parlando di lui e delle giocate che fa. Quando hai il rispetto dei giocatori più anziani, allora vuol dire che stai facendo buone cose.”

Da quando è stato draftato, Ntilikina è stato un argomento di discussione. Nel corso dell’ultima stagione, che per i Knicks si e’ rivelata una delle peggiori della storia recente, la lottery pick destinata alla franchigia e’ stato il classico pentolone d’oro alla fine dell’arcobaleno. Alcuni tifosi speravano che la franchigia facesse bingo e scegliesse Lonzo Ball o De’Aaron Fox, mentre altri riponevano le loro speranze in bersagli più realistici come Dennis Smith, Jr. e Malik Monk.

La scelta di Ntilikina con Smith e Monk ancora disponibili è stata messa subito sotto processo. Il francese, dopotutto, non era neanche il primo giocatore Europeo a essere scelto dopo i primissimi talenti americani. Con le sue incredibili qualità fisiche e il suo curriculum, la scelta di Ntilikina è stata vista da molti come un modo per provare il tutto per tutto. Piuttosto che selezionare un giocatore come Monk o Smith (mosse che sarebbero state considerate sicure e conservative), i Knicks hanno preferito percorrere un’altra strada.

Presto scopriremo se il rookie è davvero un “home run” o una “palla corta” (termini tecnici del baseball, che stanno a significare rispettivamente “successo” e “flop”, ndr).

La cosa abbastanza sorprendente e’ che, dopo oltre tre mesi dal draft, Ntilikina resta un enigma. La maggior parte dei tifosi ancora non lo ha visto giocare, e la maggior parte della squadra probabilmente non sa ancora pronunciare bene il suo cognome.

Tuttavia, chiunque abbia seguito finora il francese ne ha parlato solo bene, riponendo molte aspettative “Penso che la cosa piu’ sorprendente per me come allenatore sia la sua esperienza e la sua capacita’ nel leggere le situazioni” ha detto Hornacek al Post. “All’inizio vedi il suo talento grezzo, i suoi video, ma quando sei qui ogni giorno, quando lo vedi giocare, osservi le giocate che fa, la sua capacita’ nel leggere i mismatch e di passare la palla rapidamente al compagno meglio piazzato… È così naturale. Non molti hanno questa capacità. Ecco cosa ha impressionato”.

Ad oggi, i Knicks hanno ben quattro point guard a roster che lotteranno per trovare minuti. Insieme a Ntilikina, in questa offseason, i Knicks hanno rifirmato Ron Baker con un contratto di due anni a 9 milioni. Nell’ultima stagione Baker era entrato nelle grazie del front office e dei tifosi, e quindi sarà interessante vedere adesso quanti minuti saranno investiti nel suo sviluppo.

Inoltre sono stati firmati anche due play veterani: Ramon Sessions e Jarrett Jack. Sessions e Jack sono stati abbastanza di passaggio nel corso delle loro carriere, ma entrambi portano in dote esperienza e conoscenza a New York e senza dubbio entrambi hanno interesse nell’aiutare Ntilikina ad adattarsi.

Basandosi su ciò che è stato visto e detto sul rookie, al momento sembra essere proprio il francese il favorito a partire nel quintetto, sebbene coach Hornacek abbia recentemente detto che ci sarà una “sana competizione” per il posto.

Ad ogni modo, con l’inizio della preseason, è importante capire che questa stagione i Knicks giocheranno senza aspettative e proclamando di essere forti o una squadra da playoff. L’opportunità per una squadra giovane di giocare liberamente, senza alcun ego, senza superstar sotto contratto (Derrick Rose) o giocatori che sembrano completamente fuori posto (Carmelo Anthony), permettera’ ai Knicks di concentrarsi solo sulla pallacanestro.

Dove finiranno i Knicks dipenderà, certamente, da come Kristaps Porzingis sarà in grado di adattarsi al ruolo di go-to-guy e anche da come il suo corpo reggerà l’impatto di una stagione regolare da 82 partite. In misura minore, nel breve periodo le fortune della squadra dipenderanno anche dai progressi di Willy Hernangomez, Doug McDermott, Mindaugas Kuzminskas e del quasi mai nominato rookie Damyean Dotson.

Al centro del nuovo nucleo della squadra, comunque, c’è il playmaker 19enne alto 1.96 con l’IQ cestistico di un vero generale in campo e l’apertura alare di un’ala piccola.

Anche senza Carmelo Anthony e addirittura senza grandi aspettative, per i fan dei New York Knicks, in base a ciò che abbiamo visto e sentito di Ntilikina, c’è motivo per essere eccitati. E in breve tempo, cominceremo a capire se si tratta o meno un diamante grezzo, e quanto splenderà.”

Un grazie a Lorenzo Vellante, di The Italian Knicks

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