San Antonio Spurs #2 Ovest (67 W – 15 L)

San Antonio Spurs
La stagione appena finita per i San Antonio Spurs sarà sicuramente una di quelle da ricordare, con l’arrivo in estate di LaMarcus Aldridge i texani hanno aggiunto un elemento importante nel loro sistema di gioco, aumentando la solidità della squadra in entrambi i lati del campo. Il fattore casa per gli Spurs è stato l’elemento fondamentale di quest’anno chiudendo don un record di 40-1 tra le mura amiche, soltanto i Golden State Warriors sono riusciti a passare all’at&t center nell’ultima sfida di regular season con il risultato di 92-86. Per tutta la stagione gli uomini più importanti e decisivi sono stati proprio Aldridge e Leonard, che hanno preso la squadra e l’hanno portata in alto, mantenendo saldo il secondo posto ad ovest, a differenza dello scorso anno quando soltanto all’ultima partita venne raggiunta tale posizione in classifica. Nell’ultimo mese giocato c’è stata una leggera flessione rispetto al resto della stagione, ma coach Popovich ha sapientemente gestito le forze dei propri giocatori, preservando giocatori come Tim Duncan e Manu Ginobili, o evitando di rischiare giocatori con problemi fisici anche di lieve entità. In quella che potrebbe essere l’ultima apparizione di Duncan e Ginobili ai Playoffs gli Spurs vorranno sicuramente lottare per il sesto anello nella storia della franchigia, per chiudere in bellezza la carriera di due giocatori che hanno fatto la fortuna della squadra texana.
San Antonio negli ultimi anni è stata la squadra con più costanza nei playoffs, fatta eccezione per qualche raro scivolone come la sconfitta contro i Grizzlies nel 2011 e quella della scorsa stagione contro i Clippers. Gli Spurs arrivano a questa post season con la nomina di unica squadra che può mettere i bastoni tra le ruote a Golden State, lanciata verso la riconferma della vittoria nella scorsa stagione, ma tra Spurs e Warriors ci saranno almeno due turni di playoffs che possono nascondere molte insidie. Classificandosi alla posizione numero due San Antonio si troverà di fronte i non imbattibili Memphis Grizzlies, mentre se tutto andrà come da pronostico nella semifinale di conference gli avversari di Duncan e soci saranno i temutissimi Oklahoma City Thunder guidati dall’MVP del 2014 Kevin Durant e mr. Tripla doppia Russel Westbrook, contro i quali non sarà per niente semplice passare il turno.
Qualificandosi al secondo posto il fattore campo sarà per gli Spurs che come detto in precedenza hanno fatto dell’at&t center un vero e proprio fortino inespugnabile, ma come la storia ci insegna nulla è scritto nei playoff. Negli ultimi 6 anni Spurs e Grizzlies si sono incontrati due volte nella post season con un passaggio di turno a testa. Nella già citata serie del 2011 Memphis arrivò ai playoffs come ottava squadra qualificata e riuscì nell’impresa di eliminare i favoriti Spurs vincendo la serie in 6 partite. Nel 2013 però San Anton io si prese la rivincita eliminando i Grizzlies nalla finale di conference con un secco 4-0, volando alle Finals poi perse contro i Miami Heat.
Vista la stagione appena terminata Memphis non sembra avere alcuna chance di infastidire gli speroni texani, che come detto vedono nella possibilità di sfruttare il fattore campo uno dei principali punti di forza, oltre alla profondità della panchina e all’elevato tasso tecnico della squadra, aumentato con gli arrivi di LaMarcus Aldridge e David West nella free agency della scorsa estate. Apparentemente l’unico punto debole della franchigia texana sembra essere l’età e la stabilità fisica dei big Three, in particolare di Tim Duncan e Manu Ginobili, tenuti spesso a riposo da Popovich durante la stagione.
Memphis Grizzlies #7 Ovest : 42 W-40 L

Marc Gasol
La stagione 2015/2016 degli uomini di coach Joerger non è stata molto esaltante: i tanti infortuni dell’ultimo periodo, che hanno coinvolto anche giocatori molto importanti quali Mike Conley, Marc Gasol e Zach Randolph, hanno minato le certezze di questa squadra che si presenta ai playoff nelle peggiori condizioni psicologiche possibili. Con 99 punti segnati a partita, i Grizzlies presentano il peggior attacco tra le squadre qualificate ai playoff (per altro l’unico sotto i 100 punti a partita) e la difesa, che è sempre stata la forza di questa squadra, subisce in media 101 punti a partita, ben 5.9 in più rispetto alla scorsa stagione. Eppure la franchigia del Tennessee prima della partita del 6 marzo contro i Phoenix Suns aveva un ottimo record di 37 vinte e 24 perse: questo significa che nelle ultime ventuno partite ha raccolto solo 5 vittorie contro 16 sconfitte. Se andiamo a rivedere i risultati della scorsa stagione, i rimpianti sono giganteschi: Memphis si era classificata ai playoff con la quinta testa di serie (il record era il quarto ma la famosa regola delle Division, poi abolita, fece sì che in quarta posizione ci fosse Portland) si sbarazzò facilmente dei Blazers di LaMarcus Aldridge e Damian Lillard al primo turno con un netto 4-1 e diede parecchio filo da torcere ai Golden State Warriors, futuri campioni, che poterono beneficiare anche degli infortuni di Mike Conley e Tony Allen vincendo la serie 4-2.
– Infortunati
Mike Conley, Marc Gasol, Brandan Wright e Jordan Adams hanno già concluso la loro stagione, Tony Allen è rientrato nell’ultima notte di regular season.
– Punti di forza
In questo momento i punti di forza sono da ricercare nella coesione di questo gruppo e nelle enormi capacità del suo allenatore: i Grizzlies sono stati infatti capaci di dare filo da torcere ai Warriors appena cinque giorni fa spegnendo le mani infuocate di Steph Curry, autore di soli 17 punti. Anche senza due dei loro tre leader, gli orsi hanno dimostrato di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo costruendo i risultati attraverso quello che è da sempre considerato il loro marchio di fabbrica: la difesa.
– Punti Deboli
I risultati così negativi dell’ultimo periodo probabilmente non sono legati solo al livello qualitativo della squadra ma anche ad un momento negativo a livello psicologico. Questo rende Memphis forse la squadra più abbordabile sulla carta di questi playoff, soprattutto visto che si troveranno ad affrontare una corazzata come i San Antonio Spurs. Inoltre i nuovi arrivi della squadra, come Lance Stephenson e Chris Andersen, si sarebbero rivelati utilisimi dalla panchina ma con gli infortuni di Conley e Gasol si ritroveranno titolari, impoverendo la qualità del secondo quintetto.
