Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsAtlanta HawksNBA Playoffs 2016: Atlanta Hawks (#4) vs Boston Celtics (#5)

NBA Playoffs 2016: Atlanta Hawks (#4) vs Boston Celtics (#5)

di Salvatore Caligiuri

Atlanta Hawks #4: 48-34

Mike Budenholzer, head-coach degli Atlanta Hawks.

Mike Budenholzer, head-coach degli Atlanta Hawks

Difficile ripetere la stagione super del 2015, gli Atlanta Hawks hanno comunque centrato i playoffs nel 2016, con una squadra prettamente rimasta invariata (tranne l’addio di Carroll finito ai Raptors, ma quasi sempre ai box per un brutto stop): la franchigia di coach Mike Budenholzer ha dimostrato di sapere come giocare di squadra, ma pecca ancora di un vero go-to-guy in grado di fare la differenza nei momenti decisivi. Questo non è Al Horford, un centro con le mani vellutate, non è Millsap, seppur decisivo come poche power forward nella lega, ne tantomeno i vari Jeff Teague (in calo in questa stagione per rendimento), Korver, un tiratore da tre eccezionale ma non un autentico leader.

Una nota lieta è arrivata dal mercato free agent: in estate è arrivato Kant Bazemore, che si è rivelato un asso nella manica di coach Buzenholzer, sia per la sua duttilità che per la crescita dimostrata in questa regular season. 11.6 punti di media, 5.1 rimbalzi e 2.3 assist, da verificare la sua crescita anche durante i playoffs, quando le gare conteranno veramente ed il peso specifico di ogni tiro sarà sicuramente maggiore rispetto alla regular season.

Quattro confronti in stagione, 3 vittorie per Atlanta ed una sola sconfitta, quella del TD Garden nel lontano 13 novembre. Da quella data nelle ultime tre sfide, gli Hawks hanno sempre vinto e convinto con i Celtics: 121-97, 109-101 ed infine il 118-107 decisivo alla Philips Arena in Georgia. Il fattore campo a favore potrebbe essere una grossa manna dal cielo per una serie che si preannuncia molto equilibrata: a Boston i Celtics hanno dimostrato di avere un altro passo rispetto alle sfide in trasferta. Giocare in Georgia una eventuale gara 7 di una serie che si preannuncia tiratissima avrà un peso specifico non da poco.

 

Boston Celtics #4 Est: 48 W- 34 L

La franchigia più vincente della storia NBA, allenata egregiamente da coach Brad Stevens, approva ai playoff per il secondo anno consecutivo con la quinta posizione.

Seppur con qualche sconfitta di troppo (vedi Brooklyn Nets e Los Angeles Lakers) ma anche con alcune vittorie di prestigio (citofonare Golden State Warriors, Cleveland CavaliersOklahoma City Thunder), i Celtics hanno disputato un’ottima stagione riuscendo a migliorare il loro piazzamento rispetto all’anno scorso quando sono riusciti ad ottenere il pass ai playoff solo nelle ultime partite di regular season per poi essere eliminati dai Cavs al primo turno per 4-0.

Brad Stevens, head coach dei Boston Celtics.

Brad Stevens, head coach dei Boston Celtics.

Il vero leader della franchigia, però, non sta in campo: è senza dubbio Brad Stevens, candidato al premio di coach of The Year, il quale è riuscito a impartire in soli tre anni la sua mentalità vincente ad una rosa di giocatori giovani, rendendoli una mina vagante nella Eastern Conference.

Il giocatore chiave della squasra è Isaiah Thomas, arrivato l’anno scorso dai Phoenix Suns e protagonista di una stagione davvero buona (22.3 punti, 6.2 assist e 2.9 rimbalzi) che gli è valsa la prima convocazione della carriera alla partite delle stelle. Il nativo di Tacoma è ben coadiuvato da Avery Bradley, dotato di un discreto tiro da 3 punti e capace di difendere molto bene sulle altre shooting guard. Un ruolo molto importante è rivestito anche dalla second unit, guidata da Evan Turner e da Marcus Smart, che molto spesso risulta decisiva al fine dell’esito del match. A completare il quintetto titolare ci sono Jae Crowder, uno dei migliori 3&D della lega, Amir Johnson e Jared Sullinger.

Tuttavia non avere una superstar nella squadra, uno a cui affidare la palla nei momenti difficili, potrebbe rappresentare un problema soprattutto nei finali di partita quando la a difesa tende a non concedere nulla. Un altro punto di debolezza è la scarsa protezione del ferro, tallone d’Achille anche nella serie dell’anno scorso contro LeBron e soci, considerato il fatto che i bostoniani non dispongono nel proprio nel proprio roster un vero e proprio rim protector.

 

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