Record: 35 – 47
Siamo nel roccioso Utah, il freddo Stato patria della religione dei Mormoni con capitale Salt Lake City, la più piccola città americana ad ospitare una squadra di NBA: gli Utah Jazz
La stagione passata ha portato alla franchigia dei risultati inaspettati dalle basi di partenza, considerando le previsioni (26 – 56) rispetto a quanto portato a termine (38 – 44).
MOVIMENTI DI MERCATO
Il mercato non ha portato grossi cambiamenti allo ‘zoccolo duro’ del roster, con gli innesti di Trey Lyles, dodicesima chiamata dal college di Kentucky, Tibor Pleiss e l’italo-brasiliano Raul Neto. Da registrare il solo addio a Jeremy Evans volato in Texas, sponda Dallas.
Pleiss potrebbe diventare un buon ricambio per far rifiatare Gobert (seppur centimetri e peso non siano molto simili) e Neto a dar una mano Trey Burke nel compito di gestire la palla dopo l’infortunio a Exum: la volontà da parte del GM Dennis Lindsey è stata quella di poter lasciare quasi intatto un gruppo di giovani dalle ottime prospettive, che ha disputato l’ultimo anno una stagione sopra le aspettative.
QUINTETTO BASE
- Trey Burke (PG)
- Alec Burks (SG)
- Gordon Hayward (SF)
- Derrick Favors (PF)
- Rudy Gobert (C)
Il quintetto di partenza di compone di giocatori giovani, affamati, insomma di cosiddette belle speranze.
Gordon Hayward, venticinquenne di Indianapolis, ha dimostrato di saper giocare con freschezza e ritmo, ma con ancora qualcosa da dimostrare. Numeri alla mano, la sua passata annata è stata più che positiva: nelle 76 partite disputate ha segnato 19.3 punti, con 4.1 assist e una percentuale del tiro da dietro l’arco del 36.5%. E’ stato più volte in grado capace sul parquet di prender per mano la squadra, guidandola nei momenti più difficili o nel sparare delle triple al cardiopalma come quella contro Cleveland. Ci si aspetta, giustamente, che possa nuovamente far da ‘chioccia‘ per i suoi giovani compagni di squadra ed essere quindi il giocatore simbolo di questa franchigia.
Si è fatto notare nella scorsa stagione anche Rudy Gobert. Il centro francese titolare di Utah, con i suoi 2.16 m e 111kg, ha mostrato un atletismo non indifferente, paragonabile per certi versi a Giannis Antetokounmpo, giocatore dei Bucks. Fresco di partecipazione agli Europei, tra le sue doti spicca l’abilità in difesa, con un buon tempismo nelle stoppate e negli intercetti lungo le linee di passaggio, oltre ad avere una mano morbida che lo rende affidabile nei tiri liberi e nel gancio con la mano destra. A soli 23 anni di sicuro non ci si può aspettare di più, anche se grazie ad un’apertura alare di 2.35 m riesce a concedere solo il 37% dei tiri tentati dagli avversari quando lui si trova nei pressi del ferro .
ASPETTATIVE PER LA PROSSIMA STAGIONE
Le prospettive per la regular season 2015-16 sono di sicuro buone, senz’altro migliori grazie specialmente alla costruzione di un team equilibrato, con giovani giocatori dotati di buon atletismo e di voglia di vincere. D’altra parte però proprio la giovinezza può giocare brutti scherzi, specialmente perché in questo caso sembra mancare un vero e proprio trascinatore, un uomo franchigia, figura che Hayward (al momento) non riesce ad vestirne i panni. Le aspettative tuttavia sono alte: la sfortuna per i Jazz è che, nonostante i buoni propositi, gioca nell’infernale Western Conference ed i playoff restano un obiettivo difficile da raggiungere.
Per NBA Passion




