Luca Mazzella
Probabilmente sarà un tormentone che ci porteremo avanti ancora per qualche settimana, o forse vedremo l’epilogo in tempi brevi visto che il Draft è alle porte (e tanti complimenti ai Cleveland Cavaliers che per la terza volta in quattro anni sceglieranno per primi) e le franchigie stanno iniziando a muoversi sul mercato in vista delle migliori soluzioni per i giocatori in esubero o che hanno espressamente chiesto di essere scambiati. E tra questi ultimi c’è sicuramente Kevin Love.
Il prodotto di UCLA dopo sei stagioni con pochissime soddisfazioni (a cui sommiamo le quattro precedenti post trade KG che in totale fanno per i T’wolves 10 anni senza playoff, la più lunga striscia attualmente esistente in NBA), ha dichiarato, si legge tramite fonti d’oltreoceano, di non avere intenzione di prolungare il contratto in scadenza il prossimo anno, mettendo quindi Minnesota nella scomoda posizione di doversi a tutti costi guardare attorno per non rimanere con un pugno di mosche nelle mani.
Dall’altra parte però, i numerosi team interessati vogliono garanzie sul futuro, ed evitare epiloghi tragicomici come nella vicenda Bynum, per il quale i 76ers fecero grossi sacrifici (cedendo Iguodala) salvo poi non vedergli non solo giocare neanche un minuto ma nemmeno firmare il nuovo contratto. Kevin Love ha chiuso l’ultima annata con 26,1 punti e 12,5 rimbalzi di media, cifre che ne fanno un’autentica macchina da doppie-doppie, non a caso la sua specialità. In più, negli anni il giocatore ha dimostrato una forte dedizione al lavoro, notevoli miglioramenti sotto l’aspetto fisico e tecnico, con crescita esponenziale delle percentuali e delle medie (nei soli assist è passato da 1.0 di media alla sua prima stagione ai 4.4 dell’ultima).
Unico neo: gli infortuni. L’ultimo sembra finalmente lasciato alle spalle ma in 3 stagioni su 6 totali Love ha saltato almeno 27 partite di stagione regolare, col picco negativo di 18 presenze totali nella penultima annata. (2012-13). Le squadre che finora si sono fatte avanti per il giocatore sono i Celtics, i Warriors, i Lakers, i Suns, i Bulls, i Rockets ed i Knicks, e nonostante le parole del proprietario dei Minnesota, Glen Taylor, che ha dichiarato di “non voler cedere il giocatore durante il draft”, c’è ormai da pensare alla sua prossima destinazione, che avverrà in tempi brevi per consentire ai T’wolves di monetizzare al massimo, cercando soprattutto di risalire posizioni in un draft che promette di essere tra i migliori dai tempi della prima chiamata di Lebron.
Passiamo ad analizzare le singole, possibili, destinazioni del giocatore:
BOSTON CELTICS:
stando a numeri analisti, la squadra nettamente favorita nella corsa alla stella in uscita da Minnesota. La sesta chiamata guadagnata alla lotteria di stanotte è particolarmente appetibile, i rapporti tra l’agente di Love e Danny Ainge particolarmente amichevoli, e ci sono grosse possibilità che l’affare vada in porto. A Boston, salvo scossoni, Love troverebbe un’altra stella vogliosa di riscattare le ultime deludenti stagioni, quel Rajon Rondo che sembra ideale per dare metri e metri di spazio al lungo (quasi) ex-Minnie. Il tutto sacrificando oltre alla 6 scelta almeno Jeff Grenn e prendendo in dote i contratti di Budinger e Mbah a Moutè. Se riuscissero poi nell’impresa di cedere Gerald Wallace i suoi 10 milioni annui fino al 2015-16, i Celtics potrebbero ottenere un altro giocatore di supporto importante e formare un trio capace di riportare quantomeno il team ai playoffs.
GOLDEN STATE WARRIORS:
Nella Baia si respira aria di rinnovamento. L’ottimo lavoro di Mark Jackson non è stato evidentemente sufficiente a fargli guadagnare la conferma, con il team che dopo un lungo corteggiamento ha trovato il sostituto in Steve Kerr. Inoltre, i Warriors sembrano intenzionati a cedere David Lee liberando (assieme a Bogut eventualmente) molto spazio salariale per poter offrire un quinquennale da 100 milioni a Love e inserirlo in una pallacanestro dove potrebbe giocare da centro estremamente tattico e rendere pressocchè impossibili gli accoppiamenti schierando accanto a lui Curry, Thompson, Iguodala e Green. Inoltre, anche il giocatore sembra tentato dal progetto e dal basket dei Warriors, e sicuramente potrebbe essere imbastita una trade che coinvolgerebbe oltre al contratto di Lee o Bogut anche un giovane promettente (Barnes non ha confermato le aspettative, mostrando a tratti una paurosa involuzione rispetto allo scorso anno).
LOS ANGELES LAKERS:
i tentativi di Kobe di arrivare al tanto agognato sesto titolo passano necessariamente per un mercato importante. Detto che Kobe ha rinnovato per due anni e Gasol gode di enorme stima in dirigenza e dinanzi anche allo stesso Bryant, lo spazio per firmare almeno una superstar c’è e stanotte è arrivata la settima chiamata che potrebbe essere appetibile sul mercato e poco utile al team, che deve comunque assecondare l’enorme voglia del proprio leader di tornare, tentare di vincere e farlo in tempi brevi. Il tutto, ad oggi, senza ancora un coach, situazione di incertezza che non può certo passare inosservata a Love che ha dichiarato di voler giocare in una contender. Però, con i soli Kobe e Nash sotto contratto, il margine per operare, e bene, c’è. E la voglia di tornare nella natia Los Angeles potrebbe essere l’ulteriore carta da giocarsi per attrarre il giocatore.
PHOENIX SUNS:
Il team rivelazione di quest’anno, che ha mancato i playoff per pochissimo, si è liberato del contratto in scadenza di Emeka Okafor e ha in Dragic, Bledsoe, Green le tre stelle più emergenti (o, nel caso di Green, RI-emergenti), nei fratelli Morris e in Frye-Plumlee un decente cast di supporto, e rientrano anche loro nei team che possono offrire a Love un basket non necessariamente vincente al 100%, ma di certo divertente e adatto alle sue caratteristiche. Inoltre, la 14esima scelta può comunque avere un peso importante in un draft che si preannuncia così ricco di talento, e volendo sacrificare anche Bledsoe, la crescita di Dragic dà abbastanza sicurezze per il futuro.
CHICAGO BULLS:
prioritario è capire il futuro di coach Thibodeau. I Memphis, i Knicks, gli stessi Lakers, stanno corteggiando il coach dei miracoli che, anche quest’anno, nonostante la sfortuna e un roster ridotto all’osso, è riuscito a comunque a portare la propria squadra a un dignitosissimo quarto posto, salvo poi vederla crollare fisicamente e uscire malamente contro i Wizards. La situazione salariale non è ottima, ma in vista c’è l’amnesty che verrà sicuramente usata per Boozer (finalmente, viene da aggiungere) e un ritorno, l’ennesimo e speriamo il definitivo, di Derrick Rose, che con Noah dovrebbe rappresentare l’asse del team per i prossimi anni. Love colmerebbe benissimo il vuoto lasciato da Boozer, riuscirebbe perfettamente a giocare con Noah e formerebbe con lui una fenomenale coppia di rimbalzisti e una coppia dall’elevato IQ cestistico. Gli unici dubbi semmai, possono essere per Love riposti nelle ginocchia di Rose. Ma con la permanenza di coach T c’è da scommettere che tagliare Boozer e prendere Love potrebbe portare la squadra almeno al terzo posto della Conference. In più, i Bulls possono offrire Taj Gibson e i diritti di Nicola Mirotic, pronto e maturo per il grande salto.
CLEVELAND CAVALIERS:
la squadra più fortunata dell’estate (dejavu!), potrebbe paradossalmente tentare di inserirsi nella corsa a Love. La prima scelta ha cambiato le carte in regola, addirittura potrebbe essere inserita in un pacchetto con Dion Waiters e Tristan Thompson, e potrebbe portare in questo modo quel giocatore tanto voluto dal leader Kyle Irving e che lo convincerebbe anche a restare a lungo nel tentativo di ottenere risultati importanti. Ci sarebbe da risolvere la grana coach, visto l’esonero di Brown, ma il team si sta muovendo e avrebbe già sondato diversi nomi. L’ipotesi Love ai Cavaliers è comunque da tenere in considerazione, e sarebbe un inserimento last-minute sicuramente gradito dai tifosi.
HOUSTON ROCKETS e NEW YORK KNICKS:
Due possibilità che vanno affrontate assieme. Entrambi i team non hanno molto da offrire in termini di scelte, e anche il parco giocatori da scambiare non è di primissimo livello (Stoudemire, Felton, Bargnani, Lin, Asik). Tuttavia, le due destinazioni, soprattutto NY, sembrano godere di una particolare simpatia da parte di Love, stimolato dalla possibilità di giocare in una franchigia assetata di vittorie e accanto al suo amico Carmelo Anthony, o nella ‘peggiore’ delle due ipotesi con Harden-Howard (altro con cui comporrebbe una coppia assortitissima e devastante sotto le plance). Da tenere comunque in considerazione, anche perché a Minnesota potrebbe andare Sam Mitchell (che ha allenato Bargnani e potrebbe accettare di riprenderlo favorendo i Knicks nell’imbastire lo scambio), mentre a Houston c’è McHale che già 6 anni fa fece carte false per portare il giocatore a Minnesota, e sicuramente ci riproverà anche quest’anno.
E voi, dove pensate che andrà Love, e in quale basket si troverà più a suo agio?










