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NBA Stars, Chris Paul : il più grande tra i piccoli

di Matteo Ceneri

“Ha il dono di saper trattare la palla.
Ci si nasce, una caratteristica speciale che è dentro di te
 ” PJ. Brown

Lewisville, 1985.
Mamma Robin è in sala parto, accanto a lei c’è il marito Charles, il giorno è di quelli davvero speciali : l’arrivo di Christopher, secondo genito della famiglia Paul, è questione di pochi minuti.
Nonno Jones, o “Papa Chilly” se preferite, attende trepidante poco fuori tenendo per mano il piccolo CJ, altro figlio dei Paul.

A casa Paul lo sport è di importanza non indifferente, a soli 3 anni infatti il piccolo Chris muove i primi piccoli passi verso la palla a spicchi:
Papà Charles regala al figliuolo un piccolo canestro in plastica, creando successivamente con dello scotch colorato delle linee attue a formare un piccolo campo nella spaziosa taverna.
Ci si accorge molto presto della precoce abilità di Christopher con la pallina di gomma in mano, nonostante i soli 3 anni dimostrava doti di ball-handling notevoli.

Nonostante papà Charles sia un sostenitore della NFL, oltre che fanatico dei Dallas Cowboys, Chris pende sempre più verso la pallacanestro.
Questo anche a causa della vicinanza di Lewisville stessa all’ateneo di Wake Forest : siamo nel 1993 e tra le fila della squadra collegiale rientra un tale Tim Duncan, le prestazioni pazzesche del lungo nativo delle Isole Vergine non possono che ammaliare il piccolo Chris.

Paul frequenta regolarmente la scuola, ha amici ed è ben integrato nel sistema scolastico grazie anche alla sua infinità schiettezza e carisma.
Nonostante il forte rapporto con il fratello maggiore CJ ed i vari compagni di scuola, Chris passa quasi ogni singolo minuto del suo tempo libero accanto a Nonno Jones.
“Papa Chilly” così era conosciuto da tutti nei dintorni, gestisce una pompa di benzina dal lontano ’64 (Chevron Gas Station, sono in molti a dire che si trattò della prima pompa di benzina gestita da un afroamericano) nei pressi di Winston Salem, persona di indole calma, estremamente disponibile e buona d’animo.
Il signor Jones adora infinitamente i propri nipoti, ma ha un debole per il più piccolo Christopher che è onnipresente alla Chevron ad aiutarlo nel lavoro: che si tratta di fare il pieno ai clienti, cambiare olio e filtri non era importante, ama passare del tempo col nonno.
Lo stesso nonno che, ogni singolo venerdì sera chiudeva la pompa di benzina un’ora prima del solito per andare a vedere il proprio nipote giocare alla West Forsyth.

Chris Paul all'High School

Chris Paul all’High School

Closed For Chris”
Recitava il cartello

Nonostante Chris sia sveglio, rapido, tecnico e molto intelligente, i suoi 170 centimetri di stazza non gli permettono di far parlare troppo di lui, o almeno non quanto potesse meritare.
Tant’è che persino Matt Doherty, Coach dei Taar Heels,(ed ex compagno di quella North Carolina guidata da un tale Michael Jordan) gli negò la possibilità di approdo in maglia North Carolina.
I primi due anni in High School furono decisamente ardui e di ben poco rilievo, ma è nell’anno da Junior che le cifre e il ruolo in campo cambiarono radicalmente :
25 punti, 5.3 assists e 4.4 palle rubate di media, portando l’intera truppa alle finali statali.
Con l’anno da Senior alle porte, Chris accetta l’offerta di Wake Forest, impressionati dalle incredibili capacità del nativo locale.
Nonno Chilly è al settimo cielo, stravede per il nipote ormai prossimo al college ed è infinitamente fiero di lui : come sempre è il primo a supportarlo nelle partite in casa.

Nonno Jones e Christopher

Nonno Jones e Christopher

Novembre 2002, la sfida con Parkland High è alle porte, nulla di esageratamente complicato, nessuno avrebbe però immaginato cosa succedette per davvero.
Christopher era silenzioso, col capo chino mentre prosciugava le ghiandole lacrimarie da ormai ore : la vena amichevole e scherzosa che da sempre lo pervadeva aveva perso improvvisamente linfa vitale..Nonno Chilly era morto.

Assistere alla perdita di nonni è, purtroppo, una quasi normale fase della propria esistenza, o almeno fin quando questi passano a miglior vita in modo naturale ed indolore.

15 Novembre 2002, ore 19:07
Nonno Jones ripose in tasca le chiavi vecchia della pompa di benzina, dopo aver provveduto a chiudere la pesante porta in vetro alle proprie spalle.
Dopo aver comprato una scatola di zuppa solubile nel negozietto poco distante dalla Chevron Gasoline, Nonno Chilly venne accerchiato da cinque teppisti bramosi d’impossessarsi del guadagno di giornata.
L’anziano venne brutalmente percosso prima che gli furono legate le stanche mani e zittito con del nasto adesivo : smise di respirare poco dopo a causa di un arresto cardiaco.
Zia Rhonda, sorella della madre Robin, fa nel frattempo visita al sofferente nipote :
Il cuore di Chris è in procinto di spezzarsi tanto quanto quello dell’adorato nonno ucciso poco prima.
Zia Rhonda chiede al nipotino, sussurrando con tono di voce delicato, quanti anni avesse il nonno.
“Sessantuno” risponde Chris
La zia risponde che, qualunque squadra il nipote dovrà affrontare, realizzerà 61 punti..uno per ogni singolo anno di vita di Nonno Jones.

“Porsi un obiettivo è la più forte forza umana di auto motivazione” – Paul J. Meyer

Paul non vede nulla, niente colori delle divise, non importa quanto potessero essere pericolosi i ragazzi di Parksland HS : alla pausa tra i tempi il tabellino segna 32, freddo, micidiale, assenza totale di sbavature e le solite assistenze.
Partita ampiamente terminata,(a dirla tutta, mai iniziata seriamente)
due minuti e trenta mancanti, 59 punti totali.
Crossover secco ad elevato rischio spezzamento caviglie e penetrazione, aiuto difensivo tardo, risultato? And One e libero supplementare.
Il tiro finisce volutamente corto, Chris in lacrime si dirige con passo lento verso le braccia di papà Charles :
Chris Paul finirà la partita con tutti i 61 punti a referto, la stagione da Senior invece con 30.8 punti, 8 assist e 6 (Sei) recuperi a partita.
All-American e North Carolina’s Mister Basketball.

In maglia Deacons

In maglia Deacons

L’approdo a Wake Forest è tra i più rosei mai visti, la chimica venutasi ad instaurare con Coach Skip Prosser è notevole, per non parlare del duo guardia-lungo con Eric Williams.
All’esordio in maglia Deacons rifila 20 punti ed 8 assistenze, tant’è che poco dopo lo stesso coach avversario lo definirà come play più forte che abbia mai affrontato.

Matricola dell’anno della ACC (Atlantic Coast Conference) dopo aver sconfitto i Tar Heels di Doherthy, da cui fu snobbato all’High School e Duke.
Nelle Sweet Sixteen i Deacons s’infrangono con St.Joseph guidati da Delonte West, Paul promette a Coach Skip di migliorarsi durante l’estate.
La spedizione con la nazionale Under 20 rafforzera ulteriormente le prestazioni di Paul.
L’anno seguente, a causa della forse esagerata pressione sulle spalle, non si rivela essere dei migliori quando più contava : sconfitti rispettivamente con North Carolina State (venne squalificato per un pugno dato a Julius Hodge), Florida State a causa della sua assenza per squalifica ed infine West Virginia.
Col draft alle porte CP decide quindi di rendersi eleggibile : le doti da play di Paul erano ben note, nonostante ciò venne selezionato come quarta scelta dagli New Orleans Hornets preceduto da prospetti come Deron Williams e Bogut.

L’approdo a New Orleans porta una decisa ventata di aria fresca a fronte del disastroso 18 – 64 dell’anno precedente.
L’arrivo dell’uragano Katrina costrinse poi la franchigia al trasferimento in Oklahoma, tutto tranne che una roseo ed immediato futuro si prospettava essere alle porte.
Chris fece immediatamente pendere l’ago della bilancia verso il positivo : ogni mese della regular season eletto Matricola del mese con conseguente premio di Rookie dell’anno, 38 vittorie rispetto alle precedenti 18 ed una media pari a 16 punti e quasi 8assistenze.
Paul, nonostante i soli 20 anni, diventa leader degli Hornets, grazie anche al suo grande carisma ed incredibile capacità di gioco sul parquet.
A due anni dall’arrivo tra i pro viene convocato all’All Star game disputatosi in casa, arriva persino ai Playoffs grazie alle 56 vittorie raggiunte in stagione regolare (secondi ad Ovest)
Nonostante la vittoria della serie vengono successivamente sconfitti in semifinale di Conference dall’ex Wake Forest Tim Duncan, assistito da un micidiale Parker.
Gli anni successivi anziché segnare ulteriori progressi e miglioramenti, declinarono ancora una volta un netto calo degli Hornets : nonostante primeggi in classifica per assist e palle rubate, (prestazioni che gli valgono il secondo ASG) raggiungendo i 22 punti di media, non basta.

Con New Orleans Hornets

Con New Orleans Hornets

Nonostante la settima posizione in Conference, vengono annichiti a causa della scarsità di energie da Melo ed i Nuggets al primo turno, in gara 4 la sconfitta per 121 a 63 segna il maggior distacco mai registrato ai Playoffs.

Limitato a sole 45 presenze in regular season causa infortunio, vede nuovamente i Playoffs per l’ultima volta in maglia Hornets nell’annata 2010-2011: Kobe Bryant ed i lacustri li rispediranno a casa per 4 a 2.
Il gioco di CP3 si è nel frattempo evoluto, dimostrando in molteplici occasioni di poter dire la propria sia macinando punti ma più precisamente coinvolgendo i membri della propria squadra in modo quasi unico.
È capace di dispensare assistenze con facilità disarmante e totale naturalezza, il controllo palla è uno dei suoi punti di forza principali : è in grado di mandare il proprio difensore a prendersi un caffè con finte ubriacanti e cambi-mano rapidissimi.
Non possiede solo bruciante rapidità e velocità di movimento, é bensì dannatamente propenso alla lettura del gioco trovando lo scarico o il taglio giusto quasi in ogni occasione.

Nell’estate 2011-2012 Paul, in scadenza di contratto, diventa free-agent senza volontà di rinnovo con New Orleans.
La società dunque, anzichè cederlo a parametro zero cerca di imbastire una eventuale trade per lo scambio del micidiale playmaker.
In tutto ciò la franchigia della Louisiana era sotto in controllo della NBA stessa a causa della mancanza di un proprietario.
Nonostante mancasse l’ufficialità, il futuro di Paul sembrava fosse in divisa giallo viola al fianco dei Lakers, ma nulla da fare nonostante la trade fosse quasi già in porto : l’ex commissioner David Stern in qualità di momentaneo proprietario della franchigia blocca il tutto giuficando lo scambio “sbilanciatorio”, spedisce così Chris Paul dall’altra sponda di Los Angeles in cambio di Al-Farouq Aminu, Eric Gordon, una prima scelta del draft 2012 ed il centro Kaman.

“..Lob Lob City Clipp, CP3 to Blake Griff..” -Tyga

Aspettative altissime,(si pensava al titolo addirittura) un Blake Griffin pronto ad esplodere e l’innesto di Caron Butler danno vita ad un nuova pagina della storia dei Los Angeles Clippers.
Si affermano assieme Lakers e Thunder come top team nella divisione orientale, approdano ai Playoffs con un record di
40-26. (il Lockout accorciò la RS)
La “Lob City” o successore spirituale dei Sonics di Payton-Kemptoniana memoria sconfigge Memphis, ma gli in semifinale di conference gli Spurs si rivelano essere troppo forti.
Paul ha ancora l’amaro in bocca e enorme desiderio di rivincita, partecipa comunque all’All Star Game.

La Lob City : CP3 e Blake Griffin

La Lob City :
CP3 e Blake Griffin

L’anno successivo grazie ai numerosi innesti tra cui figurano Grant Hill, Odom, Barnes, Turiaf e Crawford possono contare sulla panchina migliore nella lega.
Superano per la prima volta quota 50 vittorie di franchigia e terminano col quarto posto in Conference condito anche dal record di 17 vittorie di fila.
Ai Clippers toccano nuovamente i Grizzlies : il 2 a 0 iniziale fa pensare già al turno successivo, ma per loro sfortuna Memphis ribalta la serie per 3 a 0 castigando Paul e costringendo Coach Del Negro a fare le valigie.

Nuovi innesti come Granger, Turkoglu, JJ Redick e Jared Dudley rafforzano ulteriormente la panchina, inevitabilmente sfoltita a causa della partenza di Butler e Bledsoe.
Il terzo posto in Western Conference li rende ancora una volta una minaccia, grazie anche ad un incredibile Jamaal Crawford sesto uomo dell’anno.

Nonostante la vittoria sui Warriors al primo turno, il caso “Sterling” fece discutere non poco : l’ex proprietario Clippers viene multato e bandito a vita dalla NBA a causa di alcune intercettazioni con sfondo razziale, tant’è che gli stessi giocatori scendono in campo con la divisa capovolta.
Resta di fatto che, per il terzo anno successivo, Chris Paul e compagni non riescono ad andare oltre alla semifinale di Conference, venendo sconfitti per 4 a 2 da Durant ed i suoi Thunder.

Medaglia d'oro a Londra 2012

Medaglia d’oro a Londra 2012

Il 27 maggio 2014 Steve Ballmer, CEO Microsoft, rileva la franchigia per circa 2 miliardi di dollari, sperando dunque di risollevare le sorti della stessa.
Attualmente i Los Angeles Clippers viaggiano con un positivo record di 32-14, mentre Paul sfiora la doppia doppia di media grazie ai 17.5 punti e 9.7 assists a gara.
Nonostante i due ori olimpici con la nazionale USA, Paul non ha ancora avuto l’onore di mettere al dito il fatidico anello che tanto meriterebbe : talento purissimo a parte, Chris é una gran persona anche fuori dal campo.
il nativo della Carolina è sposato con Jada, ragazza conosciuta al college e padre di due bimbi, grande amante del bowling e attivo nella società come testimoniato dalla “CP3 Foundation” attua al sostegno di bambini meno fortunati.
In tutto ciò Nonno Chilly non è mai stato dimenticato da Chris, che lo cita ogni singola volta durante la preghiera prima di ogni partita..
Il signor Jones sarebbe sicuramente orgoglioso del suo piccolo grande nipote.

Per NBA Passion
Teto Ceneri

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