La giornata appena trascorsa all’insegna dell’NBA, ci lascia in serbo tante emozioni e colpi di scena. Diversi i giocatori che si sono messi in luci con i rispetti roster. Scopriamo insieme chi entra di diritto nello Starting Five della notte:
PG: Isaiah Thomas
Il piccoletto ex Sacramento Kings non è di certo volato in Texas per fare il gregario, vuole confermarsi sui livelli della stagione scorsa e, se possibile, migliorarsi. Con lui in campo il quintetto di Phoenix assume un volto diverso. Sarà pure sesto uomo nelle gerarchie del roster, ma Isaiah dimostra ancora una volta il perchè abbia tutta questa attenzione attorno. È lui il trascinatore dei Suns nella vittoria sui Warriors. 22 punti con un notevole 13-14 dalla lunetta, conditi da 7 assist. Se queste premesse verranno rispettate per tutta la stagione, la concorrenza nel backcourt non farà altro che aumentare.
SG: Bojan Bogdanovic
Non sarà sbarcato in NBA sotto i riflettori della scena, ma il 25enne croato sta dimostrando senza ombra di dubbio il perché si trovi a giocare nella lega più importante al mondo: perché lo merita. In un quintetto orfano di uno shooter come Paul Pierce, ecco che Bojan ha saputo imporsi sin dalle prime uscite come suo sostituto. Guadagnato il posto da titolare in quintetto in poche settimane di lavoro, l’ex Fenerbahce nella notte ha messo a referto 22 punti in soli 31 minuti con percentuali da cecchino. 9-12 dal campo con 2-3 dall’arco. La vera sorpresa della stagione dei Nets.
SF: Loul Deng
Inaspettatamente è lui l’eroe dell’AA Arena di Dallas. Aldilà dei soliti numeri della premiata ditta Wade-Bosh che si conferma ai soliti livelli, Deng decide di uscire finalmente dai ranghi e di dimostrare perchè Pat Riley ha puntato fortemente su di lui per il post-James, dettando legge nella vittoria finale contro i Mavericks. 30 punti per l’ex Cavs, con percentuali al tiro ben oltre il 50%, 5 rimbalzi, 4 assist e zero palle perse. Non potrà colmare il vuoto lasciato dal numero 6, di certo però, Loul Deng punta a ritornare quel giocatore solido difensivamente e presente nell’area avversaria che tutti abbiamo potuto ammirare ai Chicago Bulls.
PF: LaMarcus Aldridge
Oramai è un abituè. Da quando ha superato i problemi fisici che ne hanno rallentato la scalata ai piani alti dell’NBA, LaMarcus è tornato a fare quello che meglio di tanti altri fa: dominare il pitturato. E i numeri lo confermano. Sempre tra i migliori dei Trail Blazers, Aldridge nella notte trascina i suoi alla vittoria, con un tabellino che recita 28 punti e 9 rimbalzi. Numeri importanti considerando che arrivano contro uno dei migliori difensori della lega, Kenneth Faried. Per una notte il titolo di Manimal se lo becca lui.
C: Nikola Vucevic
Il bel contrattone firmato alle porte dell’inizio della stagione in corso sembra avergli fatto bene. Niko
è stato responsabilizzato a dovere. In un roster molto giovane e in costruzione come quello dei Magic, lui la fa da padrone. Nonostante gli scarsi risultati in termini di vittorie, Vucevic risulta essere sempre determinante. Neanche nella notte, infatti, il suo apporto alla causa è mancato. Lopez non sa come limitarlo e lui in scioltezza mette a segno 27 punti con un buon 13-19 al tiro e cattura anche 12 rimbalzi. Grazie a lui Orlando resta in partita per gran parte del match.
Sixth Man: Rudy Gay
Da quando la passata stagione è passato dal freddo del Canada al caldo della California, Rudy Gay sembra essersi rigenerato. Il talento non era mai stato messo in discussione, ora che c’è anche la costanza di rendimento, Gay si sta consacrando sugli standard che tutti ci aspettavamo raggiungesse. Nella serata in cui i suoi Kings perdono per mano dei Thunder, lui sigla 23 punti, 10 rimbalzi e 6 assist. Non male per colui che da sempre è stato etichettato come uno che non palla mai la palla. Un vero faro per il team.

