Danilo Gallinari ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha trattato diversi temi, tra cui la sua esperienza in quel di Tokyo in occasione delle Olimpiadi ed un eventuale ritorno a Milano, squadra che lo ha lanciato sin da giovanissimo ed in cui suo papà Vittorio ha vinto parecchi trofei. Andiamo a vedere insieme le dichiarazioni rilasciate dalla stella Azzurra.
Ripensandoci, la sconfitta con la Francia che ci ha negato la corsa alla medaglia, è stata un’occasione persa o bisogna prendere atto della superiorità degli avversari?
Siamo arrivati talmente vicino alla vittoria, davvero ad un passo dalla rimonta, non c’è dubbio che l’amarezza resti. Ma non possiamo rimproverarci nulla, abbiamo lottato, combattuto fino all’ultimo.
Amici tuoi, campioni come Belinelli e Datome, che hanno rinunciato in parte alla maglia azzurra per noi e fastidi fisici: cosa le dice, cosa le ha raccontato o racconterà?
Una esperienza memorabile, una opportunità unica che sono convinto potranno vivere insieme, ancora, quando si ripresenterà. Questa squadra, ribadisco, il gruppo, ha un futuro. Avremo altre sfide da vivere, vincere e raccontare.
Finita la meravigliosa stagione NBA con Atlanta, il c.t. Sacchetti l’ha convocata in azzurro. Ne ha fatto le spese Awudu Abass: vi siete parlati?
Ovvio, l’ho chiamato quando ero ad Atlanta comprendendo il suo grande dispiacere. Gli ho parlato anche dopo, ringraziandolo, perché se ero arrivato a Tokyo lo dovevo anche a lui, oltre a Sacchetti che mi ha convocato. Un colloquio sereno, ho voluto farlo di persona, era giusto che gli parlassi.
Senta, ma Sacchetti che c.t è? Lo descriva, ha sorpreso tutti, arrivando da una stagione difficile, era stato messo in discussione.
E’ diretto, trasparente, ti spiega le cose. Credo sia stato difficile anche per lui chiamare me e non convocare più Abass. Ci si può parlare tranquillamente, esprimersi, quando i risultati arrivano è merito della squadra, ma anche di chi la guida. Bravissimo a creare il gruppo, il complesso, la squadra, a farci credere nel sogno.
Una Olimpiade segnata dall’azzurro, da splendide vittorie. La medaglia che più l’ha emozionata, che più l’ha coinvolta?
Il primo oro di Vito Dell’Aquila nel taekwondo è stato una festa per tutti noi. Al suo ritorno lo abbiamo accerchiato in ascensore. Poi, i trionfi di Jacobs e Tamberi. Jimbo Tamberi, un amico. Pajola, Tonut, Ricci ed io lo abbiamo aspettato, è stata una notte magica, fino alle tre e mezza. Che emozione ragazzi.
E l’emozione di giocare da più di un decennio nella NBA? Cosa vuol dire essere una star nel campionato più prestigioso del basket mondiale?
Significa giocare e competere contro i giocatori più forti a livello internazionale. E’ una sfida che si rinnova giorno per giorno, anno per anno. A livello personale, pensare che ci gioco da 13 stagioni, quando la media è sui 5 anni, beh, è una soddisfazione.
Una stagione fantastica quella passata con Atlanta?
Abbiamo scioccato la NBA, siamo stati la sorpresa, arrivando vicini al titolo.
Conquisterà mai lo scudetto NBA, il mitico anello?
Io ci credo, è la mia sfida, è chiaro che è sempre più difficile.
Basta vedere i superteam che si stanno creando e che sfideranno Milwaukee: Westbrook che va ai Lakers “chiamato” dal suo amico LeBron James. Il trio delle meraviglie a Brooklyn, Durant-Harden-Irving. Le piace questo modo di fare mercato?
E’ il trend della NBA. Alla base ci sono due motivi. Il primo: i campioni sono spinti dalla ricerca quasi spasmodica dello scudetto. Chi non l’ha ancora conquistato vuole la migliore squadra possibile. Il secondo: la nascita costante di nuovi talenti. E’ per questo che è sempre più difficile.
Lei continuerà con gli Atlanta Hawks?
Ho un contratto (Danilo Gallinari ha ancora due anni a 20 milioni di dollari), ma nella NBA non si è mai sicuri di nulla. Ho imparato, lo so per esperienza ormai, che può succedere di tutto.
Danilo Gallinari su un possibile ritorno a Milano
Senta, ma ci pensa che in Europa avrebbe già vinto scudetti, coppe, avrebbe la bacheca piena di trofei?
Ci penso sì, però mai avuto un ripensamento. Certo, mi viene in mente la mia Milano, l’Olimpia, guardo i trofei di papà Vittorio, immagino quanto avrei vinto in Italia e in Europa con la squadra che amo: è anche questo un sogno…
Quindi prima o poi la rivedremo a Milano?
Sarebbe la chiusura prestigiosa di un percorso, di una carriera. Ma adesso non è il momento.
Papà Vittorio dove la spinge?
Fa un gran tifo per l’Olimpia, ma non lo dice.
Mamma Marlisa che la segue in tanti settori è più fredda?
Secondo me anche lei sotto sotto…
Questa l’intervista completa rilasciata da Danilo Gallinari al Corriere della Sera, in cui ha raccontato i suoi sogni e le sue sfide personali.
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