Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsCeltics, Brown dopo lo scivolone interno con i Clippers: “Che partita di m***a”

Celtics, Brown dopo lo scivolone interno con i Clippers: “Che partita di m***a”

di Alessio Modarelli
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I Boston Celtics sono di fronte a uno spartiacque. Risorgere nelle partite a venire o tentare la sorte in lottery, mollando qualsiasi aspirazione di playoffs. La seconda, a giudicare dalle prestazioni in campo e dalla confusione che attornia sempre di più dirigenza e staff tecnico, appare quella più idonea.

Di fronte ai non irresistibili Clippers, Brown e compagni sono arrivati alla terza sconfitta consecutiva paventando ancora una volta tutti i limiti di un roster alquanto mediocre.

A impressionare è stato lo stagnamento tattico di Boston, un gioco perpetuamente perimetrale, che ha prodotto il misero bottino di 4 su 42 da oltre l’arco, il 9,5%. I Celtics dunque, sono entrati ancora una volta  nella storia, questa volta però dalla porta sbagliata.

A suo malgrado, nei libri di storiografia cestistica c’è finito anche Jaylen Brown, il quale nonostante i 30 punti a referto, è diventato il secondo giocatore biancoverde a terminare un incontro con 36 conclusioni tentate e 0 assist. Il primo era stato Antoine Walker nel lontano 1998.

Eppure secondo Tim Bontemps di ESPN, le potenziali opportunità di rifinitura ai compagni non sono mancate. Il numero 7 è stato coinvolto in almeno 8 circostanze nelle quali servendo il pallone avrebbe potuto spalancare le porte a tiri wide open. Tuttavia la scelta è poi ricaduta nella soluzione egoista, classica tendenza del giocatore.

Intervenuto ai microfoni di Nbc Sports Boston, Brown ha provato a dare spiegazioni circa nauseante serata nel tiro da 3 punti: “Penso che abbiamo avuto tanti tiri aperti. Nonostante quello che dicono le statistiche, non credo che li abbiamo forzati. Credo che semplicemente li abbiamo avuti, ma purtroppo non siamo riusciti a metterli dentro. Avremmo voluto rispondere dopo la sconfitta contro Minnesota… non so cosa dire. E’ stata proprio una brutta partita, abbiamo sbagliato tutto“.

Come sempre, grande equilibrio nelle parole dell’ex California University, malgrado uno spogliatoio in eruzione, un tecnico in balia di se stesso e un gm completamente assente. Proprio quest’ultimo dovrà farsi carico di chiarire una volta per tutte i piani societari e le anomalie di un gruppo che tardano a spegnersi.

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