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Celtics, quanto vale il prossimo contratto di Jaylen Brown?

di Michele Gibin
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Il prossimo contratto di Jaylen Brown, che il giocatore dei Boston Celtics potrebbe firmare già dalla off-season 2023, è destinato a diventare un piccolo caso di studio per chi si occupa o vuole sapere di più su come funzionano nel dettagli i contratti e il salary cap NBA.

Perché? Per via prima di tutto del fatto che dal 2024 dovrà entrare in vigore il nuovo contratto collettivo di lavoro CBA, i cui lavori tra lega, squadre e sindacato dei giocatori sono in corso. E col nuovo contratto potrebbero essere rivisti i parametri – detta per ora in parole povere – che limitano l’ammontare delle estensioni dei contratti.

In secondo luogo, per via dello status particolare in cui Jaylen Brown si trova come giocatore, oggi.

Brown è sotto contratto con i Celtics fino al 2024, un’estensione da 109 milioni di dollari firmata nel 2019 e che gli frutterà ancora:

  • 28,7 milioni (2022-23)
  • 30.7 milioni (2023-24)

Senza alcuna opzione sull’ultimo anno di contratto. Quando Brown firmò la sua estensione non fu indicato dai Celtics come Designated Rookie (Tatum lo era), condizione che allora non lo rese eleggibile per il massimo salariale.

Dall’estate 2023 Jaylen Brown sarà eleggibile per un’estensione di contratto da 4 anni, la Veteran Extension che ancora, dato che JB non viene da una condizione di Designated Rookie, non gli garanitrà il massimo salariale possibile, ma un prolungamento di contratto con un aumento dal primo, da regole salariali NBA, del 20% calcolato sull’ultimo anno dell’accordo in essere, quello firmato nel 2019, e dell’8% ogni anno nelle stagioni successive.

Un accordo che potrebbe valere, se firmato nell’estate 2023, 165 milioni di dollari (base) fino al 2027-28.

Brown avrà però la possibilità, peraltro molto probabile, di garantirsi un altro aumento di stipendio e un anno in più di contratto con i Boston Celtics. Come?

Alla fine della stagione 2022-23 la star dei Celtics avrà concluso il suo settimo anno NBA e sarà eleggibile per una Designated Veteran Extension, e se Brown riuscirà a soddisfare almeno uno dei criteri minimi richiesti per tael estensione potrebbe garantirsi a Boston un accordo per 5 anni e 290 milioni di dollari, ovvero il 35% del salary cap totale di una squadra previsto dai contratti al massimo salariale. Quali sono questi criteri?

  • essere nominato MVP nel 2022-23
  • vincere il premio di difensore dell’anno nel 2022-23
  • essere nominato in un All-NBA Team nel 2022-23

Jaylen Brown è molto ben posizionato per diventare All-NBA, gli basterà riuscirci per garantirsi un contratto quinquennale da 290.2 milioni di dollari che potrebbe toccare i 66 milioni di dollari nel suo ultimo anno, il 2028-29 quando avrà 33 anni. Dando quasi per scontato, al momento di scrivere, che Brown sarà All-NBA 2023 dopo una stagione condotta a 27 punti di media con 7 rimbalzi e oltre 3 assista a partita in una squadra che si gioca la testa della Eastern Conference, il viatico più probabile e conveniente per lui sembra proprio quello dell’estensione di contratto in estate.

Esistono però altri scenari.

Di recente, Jaylen Brown parlando del suo futuro ha voluto tenere aperta ogni opzione, senza prendere impegni a lungo termine con i Celtics prima del tempo. Legittimo.

Brown potrebbe diventare unrestricted free agent nel 2024, in un’estate che salvo ognuno potrebbe dunque diventare “la free agency di Jaylen Brown”, ufficialmente. Come noto, in quel caso i Celtics potrebbero rimetterlo sotto contratto per 5 anni e al massimo 248 milioni di dollari (30% del salary cap totale) mentre una nuova squadra potrebbe offrirgli il medesimo stipendio annuo, ma un anno di meno di contratto: 4 e non 5 per via dei diritti Bird.

I Boston Celtics sono una squadra da titolo, e la squadra di Jayson Tatum. Se è vero che nessuna squadra oggi può vincere il titolo NBA senza almeno un paio di All-Star a roster, è pur vero che Jaylen Brown potrebbe essere la prima star in almeno una decina di team NBA già oggi. Provate a pensare a qualche nome, ne troverete.

Se, proiettandoci in avanti, Jaylen Brown dovesse diciamo anche solo prendere in considerazione l’ipotesi di lasciare Boston da free agent, avrebbe anche delle motivazioni salariali. Un eventuale nuovo contratto con una nuova squadra sarebbe da 184 milioni di dollari in 4 anni fino al 2027-28 con probabile player option per l’ultimo anno. Contratto che lo renderebbe, qualora dovesse centrare i requisiti minimi richiesti come All-NBA e premi individuali, eleggibile già dal 2027 per un supermax contract con la sua squadra di appartenenza, un anno prima rispetto al medesimo scenario se da free agent dovesse rifirmare con i Celtics (senza considerare la presenza di Tatum).

Un classico esempio di approccio a lungo termine che, con una ben riposta scommessa su sé stessi, potrebbe massimizzare i guadagni in carriera di Jaylen Brown.

All’inizio dell’articolo abbiamo citato anche alcune per ora ipotetiche implicazioni del Collective Bargain Agreement che verrà. Tra i punti in discussione c’è anche una modifica dei limiti massimi di estensione dei contratti NBA basati sul salario precedente per ogni giocatore, oggi fissato al 120% massimo.

La nuova proposta potebbe portare tale limite fino al 140-150%, seguendo le proiezioni in forte crescita del salary cap NBA post pandemia, nei prossimi. E proposta che toccherebbe soprattutto, e per il meglio, le tasche dei giocatori nella situazione contrattuale in cui si trova oggi Jaylen Brown, ovvero quella del giocatore “non-Designated” eeleggibile perlomeno per una Veteran Designated Extension. Brown, Lauri Markkanen, Dejounte Murray e Domantas Sabonis sono alcuni dei nomi nella stessa condizione.

 

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