The importance of being Avery Bradley

di Eugenio Petrillo

L’attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite.” Questo è il mantra, a dire il vero, nato dalla NFL ma poi utilizzato per tutti gli sport americani e non solo.
Effettivamente non c’è cosa più vera: quando l’intensità difensiva aumenta, la squadra che fa il lavoro migliore, la maggior parte delle volte, porta a casa la vittoria.
Piombandoci sulla pallacanestro statunitense, nostra ‘materia’ preferita, trattiamo la difesa dei Celtics.
Se pensiamo alla “fase di non possesso” di Boston, ci viene subito in mente un nome: Avery Bradley.

Il ragazzo di Tacoma (concittadino del suo collega e compagno in Verde Isaiah Thomas) è tornato da poche settimane a calcare i parquet NBA, dopo il brutto infortunio che l’ha costretto a stare fuori per qualche mese.
Avery Bradley è senza dubbio il miglior difensore della franchigia del Massachusetts e uno dei migliori dell’intera lega.
Nonostante questo, i Celtics quest’anno hanno avuto più di un problema nella parte di campo difensiva.
Problema denunciato a più riprese anche dai fan e tifosi di Boston, che dalla sessione di mercato appena conclusa, si aspettavano dal GM Danny Ainge un innesto in grado di migliorare il roster anche sotto questo aspetto.

Fortuna che c’è Avery Bradley, verrebbe da dire. Proprio vero. Nonostante la forma e il ritmo partita che solo ora sta ritrovando, il numero 0, ha fatto in modo di tenere a bada le migliori bocche di fuoco avversarie e della lega. Le vittime? Kyrie Irving (il killer dei killer della NBA), Steph CurryKlay Thompson e Jimmy Butler, mica male!
Nell’uno contro uno Avery Bradley è semplicemente fenomenale. Nonostante non abbia la stessa conformità fisica di Kawhi Leonard (esempio numero uno di difensore con la ‘D’), Bradley riesce a tenere perfettamente la marcatura anche di avversari più grossi e veloci.
La difesa nell’ultimo possesso decisivo contro Iriving è da far vedere nelle scuole basket: movimento di piedi velocissimo, baricentro basso per tenere sul palleggio di uno dei migliori ball-handler in circolazione e perfetta copertura al momento del tiro (la tipica ‘manona in faccia’).

https://www.youtube.com/watch?v=n2OdYMWX-CM

Il nostro titolo “The importance of being Avery Bradley”, tratto chiaramente dal capolavoro del 1895 di Oscar Wilde “The importance of being Ernest” (“L’importanza di chiamarsi Ernesto”), è stato scelto proprio perché oltre che a difendere egregiamente, con lui tutta la squadra aumenta la qualità del suo gioco difensivo. O almeno, questa è la sensazione che si ha guardando le partite.
Non a caso, nel momento del bisogno di una difesa più dura e concentrata contro avversari sulla carta più forti (Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors per esempio), Avery Bradley e i Boston Celtics hanno risposto presente portando a casa il referto rosa.
Quando quest’atteggiamento è venuto a meno, sono arrivate pesanti sconfitte, anche contro franchigie non del tutto irresistibili.

La difesa perimentrale impostata dai ragazzi di coach Brad Stevens nelle ultime uscite (nel ‘tour’ ad ovest e contro i Chicago Bulls al TD Garden), è stata fondamentale per ottenere le vittorie.
Contro i ‘Tori’, Avery Bradley e compagni hanno praticamente annullato l’attacco avversario: Dwayne Wade e Jimmy Butler sono stati letteralmente asfissiati. I Celtics si sono ripresi, con gli interessi, la bruciante sconfitta dell’ultimo scontro diretto, quello del famoso fallo/non fallo su Butler sulla sirena.
Tutti gli elementi del roster sono importanti. La second unit, infatti, deve dare continuità al lavoro svolto dai titolari. Tutti gli effettivi devono remare dalla stessa parte.
Kelly Olynyk è un esempio di giocare che subentra dalla panchina e che purtroppo per i Celtics, alterna prestazioni maiuscole ad altre un po’ meno (eufemismo).
Non è un caso che quando la panchina fa la differenza in senso positivo, Boston porti a casa la vittoria.

Dalla difesa si mettono le basi per ottenere le vittorie e per strapparsi qualche bella soddisfazione.
Le grandi difese permettono di poter rischiare qualcosa di più in attacco: il miglior attacco è la difesa!
Avery Bradley inoltre, non è, come molti suoi avversari, forte solamente in una fase. Infatti oltre che difendere, il suo apporto offensivo non è per nulla da sottovalutare, anzi.
Ad ogni modo il talento uscito dall’università del Texas, è senza dubbio il trascinatore difensivo dei suoi Boston Celtics: per ulteriore delucidazioni chiedere a Mr. Steph Curry!

Avery Bradley, ormai una certezza per i Boston Celtics targati Brad Stevens

 

 

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