Ormai alla conclusione della sua sesta stagione in carriera, Mikal Bridges non ha ancora saltato una partita e nell’epoca d’oro del load management e dei calcoli a lungo termine su longevità e ottimizzazione delle sforzo, l’ala dei Brooklyn Nets è da considerare il vero Iron Man NBA.
388 partite giocate, che a fine stagione 2022-23 saranno 392, numero che mette Mikal Bridges al terzo posto nella classifica di tutti i tempi per la NBA per numero di partite consecutive giocate.
Al primo posto, com’è noto, c’è l’indistruttibile AC Green, lungo di Lakers, Suns, Mavs e Heat che tra 1987 e 2001 giocò 1192 (!) partite consecutive. Green ha sempre giocato 82 partite in stagione regolare in carriera dal 1985 al 2001 tranne che nel 1986-87 quando ne saltò addirittura 3.
Al secondo posto c’è invece Randy Smith, che tra 1971 e 1983 ha giocato per Buffalo Braves, San Diego Clippers, Cleveland Cavs, New York Knicks e Atlanta Hawks. E che tra 1972 e 1982 ha disputato 906 partite consecutive, il record ogni epoca per la NBA prima dell’arrivo di AC Green.
Bridges ha ancora parecchia strada da fare per avvicinare Smith e Green. Nel frattempo però la sua reputazione di stakanovista cresce, in virtuù della trade che a febbraio lo ha spedito da Phoenix a Brooklyn nell’affare Kevin Durant, Mikal Bridges sarà l’unico giocatore NBA ad aver giocato 83 partite anziché 82 in stagione. L’ultima volta per un giocatore risale al 2014-15 quando fu Josh Smith (tra Pistons e Rockets) a riuscirvi.
E neppure al college Bridges ha mai saltato una partita in 3 anni passati a Villanova. L’ala dei Nets ha raccontato che l’ultima sua partita saltata risale ai tempi del liceo: “Non stavo bene, non ce l’ho proprio fatta quel giorno“.
“Non è che sia contro il concetto di saltare delle partite” ancora Mikal Bridges “tutti possono avere i propri motivi e penso che ci sia sempre una ragione se uno non gioca, magari dopo aver preso una botta o cose così. Il nostro fisico è diverso per tutti, magari per me un colpo non cambia niente ma per qualcun altro no, ha delle difficoltà il giorno dopo. Non possiamo davvero sapere come mai“.
Oltre a essere il nuovo Iron Man NBA però, Mikal Bridges è anche uno dei giocatori in maggiore ascesa. Dal suo passaggio ai Brooklyn Nets si è scoperto scorer da 27 punti di media a partita, dote che aveva già dimostrato nella prima parte di stagione a Phoenix dopo l’infortunio di Devin Booker a dicembre.

