Dopo un’attesa enorme, durata circa quattro mesi e con la voglia di riscattare la deludente e sfortunata stagione passata, i Miami Heat si apprestano ad affrontare gli Charlotte Hornets all’American Airlines Arena. Finalmente Spoelstra può schierare per la prima volta il suo quintetto ideale, formato da Dragic, Wade, Deng, Bosh e Whiteside. Quest’ultimo è un po’ la nota stonata della grande serata Heat, non riuscendo mai ad entrare in partita e soffrendo molto la fisicità di Al Jefferson, autore di 17 punti nel primo tempo. Spoelstra è costretto a togliere Whiteside e a dare fiducia ad Haslem, che come al solito non delude le aspettative e tiene alla grande. La vera sorpresa è data dal 12/20 degli Heat al tiro pesante, percentuale mai raggiunta nella stagione passata e veramente molto alta anche per i giocatori presenti in rosa, dato che non ci sono tiratori puri; protagonista al tiro pesante è sicuramente Gerald Green che in uscita dalla panchina è una vera e propria bomba, sia per i tiri che segna senza senso sia per l’energia che dà ai propri compagni.
Per quanto riguarda gli altri componenti del quintetto Heat, Dragic finirà con 6 assist ma molto migliorabile la sua prestazione, Wade supera Thomas nella classifica marcatori all time e chiude con 20 punti segnando nel momento di rimonta degli Hornets spegnendole le speranze e poi Bosh, partita da incorniciare dopo un’assenza dai campi per 9 mesi. Doppia doppia condita da 10 rimbalzi e una buona mano al tiro per condurre i compagni alla vittoria. Ottima prova anche per l’esordiente Winslow con una schiacciata da urlo e tanta tanta energia in difesa. Negli Hornets da evidenziare oltre a Jefferson, la prova di Lin che in uscita dalla panchina gioca un ottimo primo tempo perdendosi leggermente nella ripresa. Per gli Heat ora giorno di riposo e domani sera si vola a Cleveland a casa dell’ “amico” Lebron in una possibile anticipazione di Playoff, dove vincere già domani, anche se con importanza relativa, darebbe un segnale a tutta la Lega.
Per Nba Passion,
Mattia Picchi (Mattiapicchi on Twitter)


