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Bulls, a cosa porteranno i 5 mesi senza Noah?

di Jacopo Di Francesco

Non è la sua stagione. E questo si era capito da subito, perché per la prima volta in carriera Joakim Noah, dopo 9 anni da leader emotivo e tecnico di Chicago, è stato escluso dal quintetto. L’unica vittima della rivoluzione di Fred Hoiberg è stato JoJo, il giocatore simbolo della filosofia instaurata da Tom Thibodeau ha dovuto lasciare il posto prima a Nikola Mirotic, che a sua volta per le carenze difensive ha fatto spazio a Taj Gibson. Alla base di tutti questi movimenti l’esigenza di trovare il compagno ideale per Pau Gasol, che con il francese, almeno tecnicamente, non è mai stato troppo a suo agio.

Grazie al suo amore incondizionato per Windy City, Noah ha accettato di partire dalla panchina, facendo non poca fatica a mantenere i suoi numeri con meno minuti a disposizione; comunque vincere aiuta a vincere, e col tempo Joakim è riuscito a tornare quasi ai suoi livelli portando la solita difesa e quell’intensità che hanno davvero in pochi, facendosi trovare pronto quando esigenze fisiche mettevano Pau fuori dalla rotazione.

Però il destino, che forse dopo la scelta di Micheal Jordan vuole qualcosa indietro dai Tori, ha deciso di piazzare una nuvola nera sullo United Center: senza scrivere ancora dell’Odissea di Derrick Rose, c’è da considerare che Mike Dunleavy non si vede in campo dalla scorsa stagione, e non è dato sapere quando potrà tornare ad occupare quello spot di ala piccola che si stanno dividendo Tony Snell e Mirotic con McDermott. Giocatori dal valore indiscusso, ma di sicuro il figlio del coach darebbe più esperienza e affidabilità.

Come riportato da K.C. Johnson del Chicago Tribune, la spalla dislocata avrà bisogno di un’operazione, e Noah starà fuori dai 4 ai 6 mesi, senza di lui i Bulls hanno un incoraggiante record di 8-2, ma a preoccupare i tifosi è la sua situazione contrattuale: per la prima volta da quando è entrato nella Lega, JoJo sarà free agent. Il nuovo leader della squadra, Jimmy Butler, ha reagito così: “E’ dura perdere un ragazzo come Jo, fa così tanto per noi. Oltre il basket. Odi quando capita a una brava persona; ovviamnte lui è giù, vuole giocare per questa squadra”. E chissà che quest’ultima frase non sia un segnale, detta da chi ormai è indiscutibilmente la faccia della franchigia.

Secondo Nick Friedell di ESPNChicago.com, quest’infortunio dovrebbe allarmare il gm Gar Forman e il vice presidente delle basketball operations John Paxsons (leggenda degli anni ’90), perché perdere Noah indebolisce le speranze da contender dei Bulls, e -ha continuato Friedell- è tempo di pensare anche al futuro: Gasol a fine anno dovrà decidere se esercitare la player option, e a suo parere non lo farà. E’ comunque difficile immaginare i Bulls senza il catalano o con un sostituto all’altezza, perciò è probabile che venga rifirmato per 1-2 anni a cifre superiori; anche perchè i contratti di Mirotic e del rookie Bobby Portis hanno un peso ridotto.

Toccherà proprio al prodotto di Arkansas rimpiazzare il n.13 nella rotazione, e finora Hoiberg ha apprezzato non poco le sue prestazioni. Tuttavia secondo B. Doolittle di ESPN.com Noah poteva essere una buona pedina di scambio per completare il quintetto con l’ala di talento che manca; il nome di Rudy Gay deve essere ancora sull’agenda di Gar Forman, che 2 preseason fa aveva concluso una trade spettacolare: Carmelo Anthony a Chicago per Gibson e tre scelte. Poi il newyorkese preferì un contratto superiore da godersi a casa, pur senza possibilità di vittoria. De gustibus…

In ultimo analizziamo il pensiero del saggio Sam Smith di Bulls.com, che sapendo come evolvono rapidamente le cose nel fantastico mondo dell NBA suggerisce che forse è presto per parlare del futuro di Noah a Chicago, e anzi l’infortunio potrebbe essere un’occasione per arrivare a un contratto meno importante senza la spinta di altre squadre.

In tutto questo l’importante sarà ricordarsi come per i Bulls Noah non potrà mai essere solo un giocatore, e che il Defensive Player del 2014 nel 2011 arrivò quarto nella corsa all’MVP. C’è cosi tanto bisogno di mandarlo via senza avere in cambio qualcuno che davvero possa spostare gli equilibri?

 

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