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Vittoria per ‘The Last Dance’ agli Emmy: MJ trionfa ancora

di Edoardo Zanucco

Il racconto dell’epopea dei Chicago Bulls e la storia dell’ultimo anello vinto da Michael Jordan e compagni, il documentario ‘The Last Dance‘, ottiene un Emmy Award. I Bulls, una delle più forti squadre di ogni epoca, continuano a trionfare anche a distanza di oltre 20 anni. La vittoria di ‘The Last Dance‘ agli Emmy, nella categoria miglior serie documentario o non-fiction, corona l’ottimo lavoro svolto dalla crew che si è occupata di realizzare il racconto delle gesta di una squadra semplicemente troppo forte per tutti gli altri.

Il documentario, realizzato da ESPN, è diviso in 10 parti e esplora i racconti della stagione 1997-1998, in cui i Bulls hanno conquistato il sesto anello, terzo di fila per la seconda volta. In Italia è stato distribuito da Netflix a fine Aprile, sostanzialmente in contemporanea con gli USA. Nel bel mezzo della pandemia da coronavirus e delle quarantene in giro per il mondo, con le stagioni sportive interrotte per questioni di sicurezza, il mondo NBA ha potuto rivivere alcuni tra i momenti migliori della sua storia. Gli altissimi ascolti e il successo sono arrivati di conseguenza.

MJ e ‘The Last Dance’: il peso della corona

L’uscita del documentario ha suscitato curiosità soprattutto per il profondo coinvolgimento nelle interviste di MJ, che forse per la prima volta ha parlato di cosa significhi essere Michael Jeffrey Jordan. Ciò, tuttavia, ha fatto sorgere anche qualche critica nei suoi confronti, soprattutto per il trattamento riservato ai compagni e agli avversari. Per questi e altri motivi la serie sui Bulls è imperdibile, e la regia di Jason Hehir non fa nulla per nascondere i lati oscuri del carattere dell’atleta più famoso al mondo.

Il regista ha usato queste parole per commentare la vittoria del suo ‘The Last Dance‘ agli Emmy: “Grazie a Michael Jordan per averci donato il suo tempo, la sua onestà e la sua sincerità. Grazie alle altre 105 persone che hanno donato il loro tempo e la loro onestà per rendere la storia quello che è stata“.

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