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JR Smith pagherà 600$ al tifoso a cui aveva lanciato il cellulare

di Andrea Notari

JR Smith pagherà 600 dollari al ragazzo a cui aveva lanciato il cellulare in un cantiere. La vicenda risale al 26 luglio scorso, giorno in cui il fan si rivolse agli agenti della polizia di New York confessando che, dopo aver tentato di fare una foto con il giocatore dei Cleveland Cavaliers, quest’ultimo gli aveva afferrato lo smartphone lanciandolo in una zona di costruzione.

A dichiarare pubblicamente che l’accordo è stato raggiunto fra le parti, a ESPN, è stato Alex Spiro, avvocato difensore di Smith. Mercoledì le parti si sono incontrate in tribunale ed è filtrato l’ottimismo del legale del giocatore e del procuratore John Johnsen. Da rimarcare, tuttavia, l’assenza di Smith in aula che però dovrà presentarsi il 15 novembre.

Continua il periodo nero di JR Smith

Continua dunque il “periodo nero” per JR Smith dopo che nei giorni scorsi era stato informato che potrebbe incorrere in sanzioni da parte dell’NBA a causa del tatuaggio con il logo del marchio “Supreme“. Infatti, se il giocatore dei Cavaliers non dovesse coprirlo durante le partite, la multa sarebbe (giustamente) applicata. La posizione che la lega ha preso nei confronti di questa situazione è quella di non accettare che i giocatori mostrino in campo “alcuna scritta, marchio o logo commerciale o promozionale” nel corpo, nei capelli o in qualsiasi altro modo.

Lo stesso Smith ha poi parlato di questa situazione, rimanendo restio verso possibili sanzioni: “Non ho intenzione di dare loro del denaro che potrebbe andare ai miei figli. Stavo leggendo [i miei diritti], ma poi l’associazione dei giocatori mi ha scritto, e sai cosa? Non ho intenzione di mettere soldi nelle loro tasche. Neanche per sogno”.

Il 33enne ha poi sottolineato che non ci sarebbe nessun accordo con il noto brand: “Era semplicemente qualcosa che volevo fare. Ci sono un sacco di altre cose che succedono in questo mondo di cui potrebbero preoccuparsi invece di un tatuaggio… ma loro sono la lega. Loro possono fare quello che vogliono”.

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