Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiUn grande Kawhi Leonard trascina gli Spurs alla vittoria

Un grande Kawhi Leonard trascina gli Spurs alla vittoria

di Giuseppe Fagnani

Al Pepsi Center di Denver, Colorado, va in scena il secondo atto stagionale tra i Nuggets, senza l’infortunato Kenneth Faried, e i San Antonio Spurs, privi di Tim Duncan e Manu Ginobili, lasciati a casa per permettere loro di riposarsi da coach Popovich.

Nelle fasi iniziali della partita c’è molto equilibrio tra le due compagini: le due difese prevalgono sugli attacchi e il punteggio rimane molto basso fino a quando non entrano in campo le due second-unit. Il piccolo vantaggio costruito dai Nuggets fino a quel momento viene immediatamente cancellato dalla freschezza e dalla maggior qualità tecnica della panchina degli speroni texani, che riescono a chiudere il primo quarto in parità (16-16).

Da qui in poi gli Spurs ingranano la quinta e per i padroni di casa c’è poco da fare. Grazie ad una grandissima fase offensiva, fatta di un magnifico ball-movement e di tiri costruiti in maniera eccellente, e ad un’ottima difesa gli ospiti realizzano un parziale che permette loro di portarsi addirittura sul +20 sul finire del 3 quarto. Protagonisti assoluti sono Tony Parker e Kawhi Leonard: il primo sta continuando la sua fase di ripresa della condizione fisica e mentale e sta risultando decisivo come ai vecchi tempi; il secondo, invece, è sempre più il perno dell’attacco degli Spurs, i quali, nei momenti di difficoltà e nei momenti decisivi, cercano sempre la loro giovane stella che li ricambia spesso con giocate spettacolari e canestri molto difficili.

Tra i Nuggets, invece, funziona bene il pick’n roll tra Mudiay e il centro di turno (Hickson o Jokic): all’inizio della gara sembrava in grado di mettere in seria difficoltà la difesa, comunque molto attenta, degli ospiti. Sicuramente è l’arma che andrebbe adottata maggiormente dalla squadra di coach Malone.

Alla fine il risultato dice 91-80 in favore dei nero-argento, portandoli ad un record di 13 vittorie e solamente 3 sconfitte permettendo loro di continuare la rincorsa agli imbattibili Golden State Warriors. Per i Nuggets, invece, una piccola battuta d’arresto: una sconfitta accettabile contro una delle più forti e attrezzate franchigie della lega, che funzionerà sicuramente da insegnamento per i giovani ragazzi del Colorado.

NUGGETS

Cosa ha funzionato: Mudiay, rispetto alla scorsa gara contro gli Spurs, è sembrato sicuramente più in palla e ha guidato meglio l’attacco dei suoi. Diamo tempo a questo ragazzo e ne vedremo delle belle in futuro. Anche Danilo Gallinari ha giocato una buona partita, anche se è stato leggermente impreciso al tiro (5-15 dal campo per 16 punti), ma ha comunque catturato 10 rimbalzi e fornito 2 assist, restando una valida e solida roccia su cui poter contare.

Cosa non ha funzionato: L’assenza di Faried si è fatta sentire: uno con la sua fisicità sarebbe stato prezioso come l’oro per questa squadra in una partita come questa. Lui è uno dei pilastri della franchigia: tutta la struttura cede se manca lui.

SPURS

Cosa ha funzionato: Il solito Leonard si conferma fondamentale su entrambe le metà del campo: per lui oggi 25 punti (11-18 al tiro), 7 rimbalzi, 6 assist, 4 rubate e 5 stoppate in 32 minuti scarsi di gioco. Anche Parker è stato importantissimo per la vittoria: nel momento in cui i Nuggets sembravano allungare il loro vantaggio, Tony ha tirato fuori dal cilindro un paio di canestri in palleggio, arresto e tiro che hanno subito frenato l’avanzata degli avversari. Il francese ha chiuso la sua gara con 13 punti (5-6 al tiro) e 5 assist. Buona prova anche di Boban Marjanovic, in campo dall’inizio per la prima volta nella sua carriera NBA, giocando 6 minuti e segnando 2 punti, catturando 4 rimbalzi (di cui 2 offensivi) e distribuendo 1 assist.

Cosa non ha funzionato: Ad inizio gara l’attacco era bloccato: non si riusciva a trovare una buona circolazione di palla e il risultato erano dei brutti tiri allo scadere dei 24 secondi o in isolamento. Coach Pop ha subito richiamato la squadra all’attenzione ed è riuscito a sistemare la situazione.

MVP DELLA PARTITA: Kawhi Leonard.

PEGGIORE IN CAMPO: Gary Harris. È in campo, ma non si nota: è assente in fase offensiva e bucato continuamente in difesa. Dannoso è dir poco.

TABELLINI

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