L’ultima apparizione in campo di Klay Thompson ce la ricordiamo tutti: NBA Finals 2019, gara 6 contro i Toronto Raptors di Kawhi Leonard che guidano la serie 3-2, il numero 11 di Golden State cade molto male col ginocchio dopo un tiro a canestro e probabilmente è destinato a lasciare i suoi compagni, già privi da gara 5 di Kevin Durant.
L’ormai abbandonata Oracle Arena si gela, ma come nei migliori film hollywoodiani, Thompson, nel mare di applausi del pubblico, rientra dagli spogliatoi soltanto per tirare i liberi. Il finale purtroppo per Curry e compagni non sarà poi così tanto hollywoodiano perché perderanno quella serie 4-2, con il titolo ai canadesi.
Per Klay, quello di gara 6 risulterà essere un brutto infortunio al crociato che lo costringerà a saltare tutta la stagione 2019/20 e poi, trascorso un anno, l’infortunio che a detta sua “lo ha fatto piombare nel baratro” : infortunio al tendine d’Achille poche settimane prima dall’inizio della stagione 20/21.
Il cuore di ognuno di noi, appassionati della pallacanestro, si è spezzato, uno dei giocatori più in forma in quel momento in NBA nonché tiratore con la miglior meccanica di tiro di sempre, fuori per ben due anni consecutivi, un’eternità. Basti pensare a quante cose sono successe dal quel giugno 2019, anche al di là dei parquet NBA, il mondo è letteralmente cambiato.
Sono stati anni duri per la squadra californiana che ha dovuto ricostruirsi e ritrovare se stessa.
Klay Thompson sta tornando…
Da qualche settimana però i cuori degli appassionati NBA e dei tifosi Warriors possono cominciare a ricomporsi perché, fra tutte le brutte notizie che abbiamo imparato a digerire in questi anni, ne arriva anche qualcuna incoraggiante: il 9 gennaio, contro i Cleveland Cavaliers (i più grandi rivali della dinastia Warriors d’altronde), Klay Thompson potrebbe tornare in campo addirittura da titolare, secondo le informazioni date direttamente da Steve Kerr, riportate poi da Anthony Slater di The Athletic. I dubbi sul suo futuro rendimento non devono essere adesso necessariamente oggetto di discussione, bisogna solo cercare di apprezzare il ritorno di un giocatore che rende la pallacanestro un gioco ancora più bello di quello che già non è.
Una notizia che per i tifosi giallo-blu serve a infuocare un ambiente già accesso e motivato: infatti la squadra di Kerr in questa stagione sembra aver ritrovato l’armonia che l’ha sempre contraddistinta, risultato? Secondo posto nella Western conference e secondo miglior record della lega. L’altro “splash brother” , il numero 30, fresco del record di miglior tiratore da 3 della storia NBA, non vedrà l’ora di veder tornare il suo amico di sempre e avere una grossa mano in più per poter tornare ad alzare quello che sarebbe il loro quarto titolo in otto anni.
Gli Warriors sono pronti a tornare al completo, con il loro big three, stavolta accompagnati da giocatori giovani e altri molto interessanti quali Poole, Lee, Wiggins, e chissà se quest’anno non possa essere quello in cui la squadra di San Francisco torni a dominare, come solo lei aveva fatto negli anni scorsi. Potremo dirlo presto: bentornato Klay e bentornati Warriors!
