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NBA, Curry stende OKC e punta al record di triple di Thompson: “Posso batterlo”

di Michele Gibin
Stephen Curry

Come reagire al momento più difficile della stagione per la tua squadra, se ti chiami Stephen Curry?

Semplice, con 133 punti in 3 partite per rimettere i Golden State Warriors in scia per l’ottavo posto nella Western Conference. Contro i non irresistibili Oklahoma City Thunder alla Chesapeake Arena, Curry ha segnato 42 punti in appena 29 minuti di gioco, con 11 su 16 al tiro da tre punti in una vittoria esagerata, per 147-109.

Golden State ha segnato 50 punti nel terzo quarto e pareggiato il record di franchigia per tiri da tre punti segnati con 24, su 47 tentativi, Curry ha aggiunto alla sua partita anche 8 assist e 6 rimbalzi mentre Draymond Green ha chiuso con una tripla doppia da 12 punti, 10 rimbalzi e ben 16 assist.

Per Stephen Curry quella di mercoledì notte è l’ottava partita di fila con almeno 30 punti segnati, una delle strisce realizzative migliori in carriera per il 2 volte MVP, per la seconda volta in carriera Steph ha segnato almeno 10 triple in due partite consecutive. Il record di Curry di tiri da tre punti in partita singola è di 13 e risale al novembre 2016, ma non è il record di franchigia che come noto appartiene allo sfortunato Klay Thompson, con 14.

E se me lo chiedete mi piacerebbe batterlo“, scherza Stephen Curry dopo la partita “Mi ricordo troppo bene cosa (Thompson, ndr) fece a Chicago 3 anni fa. Poi ci fu quel suo quarto da 37 punti che fu pazzesco, io oggi ne ho segnati 25 e sembrava non potessi mai sbagliare. Klay ha fatto 12 punti più di me negli stessi minuti…“.

Il record? Credo che potrei batterlo, oggi mi sentivo come se non potessi sbagliare mai. Vedremo“.

Le cifre del mese di aprile di Stephen Curry sono da lasciare a bocca aperta: 39 punti di media con il 46.2% al tiro da tre punti. “E’ la mia serie più lunga, il contesto di una stagione fa tanto e io mi sento bene. Non credo di essermi mai sentito meglio fisicamente e in campo, cercherò di farla durare il più possibile“. Per tutta la stagione coach Steve Kerr ha sostenuto che questa versione di Curry fosse la migliore mai vista a livello atletico e mentale, in tanti anni. Golden State ha pagato negli ultimi due anni un tributo importante in fatto di infortuni, che non hanno risparmiato neppure il numero 30 oltre che Green, Klay Thompson, Kevon Looney e per ultimo James Wiseman che ha probabilmente terminato la sua stagione a causa di un infortunio al ginocchio destro che ha richiesto un’operazione.

Curry sta convivendo da circa un mese con una botta al coccige che lo ha limitato e costretto a saltare alcune partite a fine marzo: “Forse proprio questo mi ha portato a concentrarmi ancora di più, mi richiede di essere più presente a inizio partita e di gestirmi meglio, soprattutto fisicamente. Ho trovato davvero un gran ritmo. Tutto il lavoro che fai lontano dai riflettori per preparare ogni partita paga, non mi esalto troppo ma si, mi sento davvero bene“.

Stephen Curry ha segnato 25 punti con 8 su 8 al tiro nel solo terzo quarto, Golden State è tornata a un record di 27-28 e contro i Cleveland Cava tra due giorni tenterà di riportarsi sul 50% di vittorie.

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