Eric Gordon non ha dubbi sul suo futuro a Houston
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Eric Gordon non ha dubbi sul suo futuro a Houston

Eric Gordon non ha dubbi sul suo futuro a Houston

Impegnati nella serie contro gli Utah Jazz (nella notte tra domani e dopodomani andrà in scena gara-5 al Toyota Center, partita che potrebbe regalare ai Razzi l’accesso alle semifinali di Conference), gli Houston Rockets sono una delle migliori contender e intendono esserlo ancora a lungo. In questo senso, i rinnovi di Chris Paul e Clint Capela – firmati la scorsa estate – lasciano intendere che la franchigia texana abbia intenzione di mantenere intatto il proprio nucleo per tanti, tanti anni ancora.

Oltre ai tre sopracitati, uno dei pezzi essenziali del puzzle è Eric Gordon, che vi si incastra alla perfezione per la sua capacità di colpire con regolarità da dietro l’arco e di dare anche un buon apporto in fase difensiva, con la sua forza fisica che lo porta a essere spesso e volentieri pericoloso anche in penetrazione. Classe ’88, a Houston Gordon ha ritrovato sé stesso dopo i tanti problemi fisici tra Los Angeles Clippers e New Orleans Pelicans, che avevano fatto parlare di lui come di un giocatore incompiuto e sul viale del tramonto.

Mike D’Antoni, grande esperto nel risollevare le sorti di giocatori in difficoltà, ha deciso di scommettere su di lui ed è stato ampiamente premiato: dopo aver vinto il premio di Sixth Man of the Year con medie di 16.2 punti, 2.5 rimbalzi e 2.2 assist col 37% da dietro l’arco nel 2016-2017, infatti, il numero 10 si è confermato essenziale anche lo scorso anno, mentre quest’anno, dopo un avvio piuttosto negativo, è stato spostato in quintetto.

Anche questa mossa ha portato i suoi frutti, con Gordon che è tornato sui suoi livelli abituali, chiudendo la regular season con medie di 16.2 punti, 2.2 rimbalzi e 1.9 assist col 36% dalla lunga distanza in 68 presenze, di cui 16.9 punti, 2.3 rimbalzi e 1.9 assist col 42% dal campo e il 38% da tre in 53 apparizioni nello starting five. Medie decisamente superiori a quelle fatte registrare in uscita dalla panchina nel corso della stagione regolare da poco conclusasi (13.7 punti, 1.9 rimbalzi e 1.8 assist con appena il 37% al tiro e il 29% da dietro l’arco in 15 partite).

Eric Gordon scioglie ogni dubbio sul futuro

Vincitore del premio di Sesto uomo dell’anno nel 2017, Eric Gordon è diventato titolare quest’anno.

Gordon è risultato fondamentale nella risalita degli Houston Rockets, passati dal penultimo posto a Ovest di inizio dicembre (11-14) al quarto finale (53-29, stesso record dei Portland Trail Blazers terzi), disputando un mese di marzo da incorniciare (17.6 punti, 3.1 rimbalzi e 1.9 assist col 50% dal campo e il 48% da dietro l’arco in 14 presenze). Approdato ai Rockets con un quadriennale da 53 milioni firmato nell’estate 2016, il nativo di Indianapolis diventerà unrestricted free agent al termine della prossima stagione.

In merito al suo futuro, però, EG pare aver già preso un’importante decisione, ossia restare ancora a Houston. Gordon, infatti, ha trovato la sua dimensione ideale in Texas e altrove difficilmente avrebbe un ruolo del genere. Fino a pochi mesi fa, le sue intenzioni sembravano opposte, con la volontà di partire per trasferirsi in una squadra in cui poter avere il posto in quintetto. Dopo averlo ottenuto alla corte di D’Antoni, difficilmente la guardia 30enne andrà via.

L’arma imprescindibile dell’arsenale degli Houston Rockets, dunque, potrebbe presto trovare l’accordo per il rinnovo contrattuale con i Razzi e restare a vita in quel di Houston. Le due parti in causa potrebbero lavorare all’intesa prima della naturale scadenza dell’attuale accordo, magari già quest’estate, al termine di una post season che i Rockets sperano di concludere nel migliore dei modi possibili.

Dennis Izzo
dennisizzo13@icloud.com
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