Gli Houston Rockets appaiono decisamente inarrestabili e, dal rientro in campo dopo l’All-Star Break, sono tra le squadre più concrete della lega: con la vittoria ottenuta la scorsa notte contro gli Charlotte Hornets al Toyota Center (118-106), infatti, i Razzi centrano il nono successo consecutivo e si tengono stretti il terzo posto (42-25), rimanendo in corsa per le prime due posizioni, occupate da Golden State Warriors (45-21) e Denver Nuggets (43-22), rispettivamente prima e seconda forza della Western Conference.
Dopo aver chiuso il primo tempo sul +27 (71-44), i padroni di casa calano leggermente nella ripresa, gestendo le energie e concedendo un parziale di 62-47 agli ospiti, che tuttavia non riescono mai a dare l’impressione di poter realmente ribaltare una gara già ampiamente chiusa alla pausa lunga. Kemba Walker fa la voce grossa in quel di Houston, mettendo a referto la bellezza di 40 punti, 10 rimbalzi, 7 assist e una stoppata con percentuali ottime sia dal campo (70% con 14/20) che, soprattutto, da dietro l’arco (addirittura 100% con un perfetto 6/6).
A far compagnia alla point guard classe ’89 ci sono i vari Dwayne Bacon (13 punti, 3 rimbalzi, 2 assist e una palla recuperata), Frank Kaminsky (15 punti, 2 rimbalzi e altrettanti assist in 22′ in uscita dalla panchina), Malik Monk (10 punti, 5 rimbalzi, un assist e una palla recuperata in 26′ dalla second unit, seppur con un pessimo 3/12 dal campo) e il rookie Miles Bridges, autore di 12 punti e 6 rimbalzi.
Il Barba è in buona compagnia: 57 punti tra Gordon, Capela e il rientrante Faried

Kenneth Faried torna in campo nella gara contro gli Hornets e si fa valere con 16 punti, 9 rimbalzi e una stoppata.
Ciononostante, se Charlotte riesce quantomeno a mettere pressione ai Rockets lo deve esclusivamente al suo leader e principale punto di riferimento, Kemba Walker, che in estate potrebbe fare la valigie: il prodotto di Kentucky sembra aver raggiunto quel livello superiore che potrebbe permettergli di esprimersi in contesti ben più competitivi e adatti a un giocatore della sua caratura. Houston, dal canto suo, tira col 39.5% da dietro l’arco (17/43) e, oltre al solito James Harden (28 punti, 6 rimbalzi, 10 assist e 3 recuperi per il Barba), viene trascinata dai vari Eric Gordon, Clint Capela e Kenneth Faried.
L’ex Sesto uomo dei Razzi mette a referto 22 punti, 2 rimbalzi, 3 assist e una stoppata col 50% al tiro (7/14) e il 42% dalla lunga distanza (5/12), oltre al miglior plus/minus dei suoi (+22), confermando il suo ottimo periodo di forma, mentre il centro svizzero si fa valere su entrambi i lati del campo e chiude con una doppia doppia da 19 punti e 15 rimbalzi col 67% dal campo (8/12). The Manimal, tornato a disposizione dopo l’infortunio occorsogli proprio nella gara contro gli Charlotte Hornets (in quel caso allo Spectrum Center), invece, fa registrare ben 16 punti, 9 rimbalzi, un recupero e una stoppata col 50% al tiro (5/10) e il 100% dalla lunetta (6/6) con un plus/minus di +16 in 20′ in uscita dalla panchina.
6 punti a testa, invece, per Gerald Green e Iman Shumpert, che tirano complessivamente col 44% da tre (4/9), mentre Austin Rivers ne mette a referto 8 col 50% da dietro l’arco (2/4) in 22′ e Chris Paul chiude con una doppia doppia da 10 punti, 10 rimbalzi, 4 assist e una stoppata, tirando anch’egli col 50% dalla lunga distanza (2/4).

