Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston Rockets600 vittorie in carriera per D’Antoni, l’ex Baffo che ha rilanciato i Rockets

600 vittorie in carriera per D’Antoni, l’ex Baffo che ha rilanciato i Rockets

di Dennis Izzo
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Mike D’Antoni può festeggiare. Due giorni fa gli Houston Rockets hanno ritrovato immediatamente la vittoria dopo l’inaspettato ko sul campo gli Orlando Magic per 116-109, battendo per 112-94 i Memphis Grizzlies al Toyota Center. Una vittoria importantissima per i Razzi, capaci di imporsi nonostante le assenze di Chris Paul, Eric Gordon, Clint Capela e Brandon Knight, ottenuta anche e soprattutto grazie alla stratosferica prestazione di James Harden, autore di 57 punti (seconda miglior prestazione in carriera).

Successo più che significativo, inoltre, per coach Mike D’Antoni, che tocca quota 600 vittorie in carriera, di cui ben 145 alla guida degli Houston Rockets, cui è approdato nel 2016. Dopo aver trascinato i texani al terzo posto a Ovest al suo primo anno (55-27), MDA li ha condotti al primo posto nella Western Conference davanti ai Golden State Warriors campioni in carica col miglior record della lega e della storia della franchigia (65-17).

Mike D’Antoni fa 600 e ringrazia il Barba

Già due volte Allenatore dell’anno, Mike D’Antoni si porta a quota 600 vittorie in carriera in NBA.

D’Antoni, che ha allenato anche i Denver Nuggets (14-36 nel 1999), i Phoenix Suns (253-136 dal 2003 al 2008), i New York Knicks (121-167 dal 2008 al 2012) e i Los Angeles Lakers (67-87 dal 2012 al 2014) in NBA, è stato anche assistant coach ai Denver Nuggets, ai Portland Trail Blazers, ai Phoenix Suns, ai Philadelphia Sixers e nella Nazionale statunitense nel corso della sua carriera. Due volte Coach of the Year, nel 2005 con i Suns e nel 2017 con i Rockets, e altrettante volte allenatore all’All-Star Game (2007 e 2018), il tecnico di origini italiane centra dunque un altro traguardo degno di nota in una carriera sin qui ricca di alti e bassi, di pesanti tonfi (New York e L.A. su tutti) e di esperienze da ricordare (Suns e Rockets in primis).

“Non possiamo dare per scontato quello che ha fatto e che sta facendo James quest’anno. Sembra che non sia abbastanza, ma ne ha fatti 57!”, ha dichiarato D’Antoni al termine della gara, mettendo dunque in primo piano il devastante impatto sulla partita da parte di James Harden, di cui due anni fa intuì un ottimo potenziale anche nel ruolo di point guard, trasformandolo considerevolmente come giocatore e affinandone i mezzi tecnici.

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