La sospensione per 25 partite comminata dalla NBA a Ja Morant è una delle più lunghe sanzioni disciplinari mai imposta su un giocatore nella storia della lega.
La star dei Memphis Grizzlies è stata fermata per le prime 25 gare della stagione regolare NBA 2023-24 per, sostanzialmente, reiterazione di “reato” dopo essere apparso ancora su Instagram con una pistola in pugno all’interno di un’auto e con un gruppo di amici, in una diretta social. E’ la seconda volta che Morant esibisce un’arma in diretta su IG, la prima a marzo in uno strip club di Glendale, Colorado, gli era costata 8 partite di sospensione e un corso di recupero lampo in Florida, di evidentemente poco effetto.
Per quanto lunga, la sospensione di Ja Morant non è la più estesa mai imposta a un giocatore NBA. Ecco quali sono le altre sospensioni record più lunghe e che hanno fatto, a proprio modo, storia e soprattutto giurisprudenza nella NBA.
Kermit Washington, 1977
Il “muscolare” (copyright Claudio Limardi) dei Los Angeles Lakers rischiò di uccidere Rudy Tomjanovich con un pugno dritto al viso dell’allora giocatore degli Houston Rockets. Kermit Washington giocava per i Los Angeles Lakers e durante una rissa scoppiata in una partita del 9 dicembre 1977, stese Rudy-T che si era precipitato sul luogo del tafferuglio per separare i giocatori.
Il pugno di Washington prese completamente alla sprovvista Tomjanovich e gli fratturò la mandibola, procurandogli diverse fratture ossee facciali. Tomjanovich avrebbe avuto poi bisogno di diversi interventi chirurgici per ridurre le fratture, il pugno gli aveva causato un forte trauma cranico e diversi giocatori, ricordando l’episodio a distanza di settimane e anni, hanno spesso citato “il rumore come di qualcosa che si schianta al suolo” nel descrivere la violenza del colpo di Washington.
Kermit Washington fu multato di 10mila dollari e sospeso per 60 giorni, sostanzialmente per un tentato omidicio.

