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Lakers, Jeanie Buss: “Non sono contenta, torneremo in alto”

di Michele Gibin
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I Los Angeles Lakers non hanno ancora un nuovo capo allenatore, ma hanno svolto diversi colloqui con tanti candidati anche di prima fascia tra i disponibili, come Mark Jackson, Terry Stotts e Darvin Ham.

E lo hanno fatto avvalendosi anche della consulenza di personaggi del calibro di Phil Jackson, Kurt Rambis (eterno consulente speciale della proprietà) e persino Magic Johnson, che nonostante le sue dimissioni da presidente nel 2019 e i rapporti pessimi con l’attuale president of basketball operation dei Lakers Rob Pelinka, continua ad avere voce in capitolo.

Jackson, Rambis e Magic Johnson sono tra coloro che Jeanie Buss ha consultato anche oltre la semplice ricerca del nuovo head coach, con l’obiettivo di trovare un modo per riportare i Los Angeles Lakers ai playoffs, e nel basket NBA che conta. “Non stiamo facendo abbastanza bene per lo standard dei Lakers e guardo a tutte le soluzioni, Se ci saranno decisioni difficili da prendere, le prenderò personalmente, è il mio ruolo“, così Buss al LA Times.

La prima decisione difficile è stata quella di far pagare con l’esonero il fallimento del 2021\22 a coach Frank Vogel, l’uomo che in panchina ha riportato il titolo NBA in bacheca. Altre decisioni difficili potrebbero essere quella di che cosa fare di e con Russell Westbrook: una trade? Un ultimo assieme? Addirittura un taglio?

Sto diventando impaziente perché siamo la quarta squadra NBA per monte salari, e quando spendi così tanto di stipendi e luxury tax, ti aspetti una squadra che faccia una corsa lunga ai playoffs. E io non sono per nulla soddisfatta e contenta della situazione. Non ci piace mancare i playoffs e capisco tutta la frustrazione dei nostri tifosi“.

Sul ruolo della “triade” Jackson, Johnson e Rambis, Jeanie Buss ha spiegato: “Loro non hanno l’ultima parola e non sono loro a guidare la franchigia. Io sono la proprietaria dei Los Angeles Lakers e sono io la responsabile per tutte le scelte (…) l’ultima stagione è stata estremamente deludente, abbiamo deluso i nostri tifosi e io non vedo l’ora di raddrizzare le cose, non si deve più ripetere“.

Rambis?” Prosegue Buss sull’ex giocatore e ora membro dello staff tecnico e del front office dei Lakers “Ci sono state critiche ingiuste su di lui in passato, ricordo a tutti che opera nella NBA da 40 anni, è stato parte di squadre vincenti come giocatore e allenatore, ed è qualcuno che ammiro per la sua conoscenza del gioco. Linda Rambis (moglie di Kurt Rambis e altra persona influente ai Lakers) non fa parte del front office, è una mia consulente personale da anni. Non ho mai capito perché questo sia diventato negli anni un problema“.

Jeanie Buss: Non vendo i Lakers. Magic? Mi fido dei suoi consigli”

Magic Johnson si era dimesso da presidente con una conferenza stampa improvvisata in occasione di una partita di fine stagione nel 2018\19, dopo appena due anni di operato. E nei mesi successivi non ha mai risparmiato critiche al lavoro di colui che per due anni fu il suo general manager, Pelinka, mentre ha sempre difeso Jeanie Buss. “Le sue dimissioni furono una grande sorpresa (…) ma i Lakers per lui sono sempre importanti e lui vuole vederli vincere. Io mi fido di lui, i rapporti tra di noi sono sempre ottimi. Si, mi appoggio ancora a lui“.

Secondo Jeanie Buss, coinvolgere nelle scelte strategiche un giocatore come LeBron Jamesè una cosa normale (…) noi vogliamo che LeBron abbia fiducia in questa franchigia, fiducia nel fatto che abbiamo i pezzi adatti per tornare a vincere. Mi voglio assicurare che sia felice qui. Non c’è ragione di non pensare di poter vincere ancora con LeBron James e Anthony Davis. Proprio Phil Jackson mi ha insegnato che c’è sempre una via verso il successo, a volte più dura di altre“.

Alla domanda se abbia mai pensato di vendere i Los Angeles Lakers, di proprietà della famiglia Buss dal 1979 e di cui da 9 anni è proprietaria di maggioranza, Jeanie Buss risponde: “Non vado da nessuna parte. E’ ciò che mi chiese di fare mio padre (Jerry Buss, scomparso nel 2013, ndr). I Lakers non sono in vendita. Per mio padre era importante che i Lakers restassero una cosa di famiglia, e così mi ha chiesto di fare. Per lui i Lakers erano la sua creatura, una creatura che mi ha affidato e che io devo far risplendere“.

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