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Manuale New York Knicks 2018/2019: redesign, rebuilt, reclaim

di Luca Castellano

Una franchigia dal passato elettrico ed emozionante, a volte un vero osso duro da dover affrontare. Una squadra apparsa molto spesso disagiata emotivamente, ma allo stesso tempo appariscente in campo nel corso delle scorse annate trascorse tra lockout fortunati e titoli NBA svaniti sul più bello. Un ambiente da sempre bistrattato dalle posizioni che contano nella Eastern Conference, ma con la voglia di essere al centro dell’attenzione anche al di fuori del basket giocato. Una squadra sempre costruita con roster tradizionalmente pieni di giocatori distratti dalle opportunità e dai bisbigli di un ambiente assordante come quello del Madison Square Garden, teatro che ha ospitato non solo fenomeni assoluti senza una vera meta da raggiungere nel percorso tortuoso di una stagione Nba, bensì giocatori con una storia da commesso come John Starks o da riserva diventata star per puro caso come la ‘LinSanity’ con attori protagonisti e comparse ormai note al più celebre pubblico cestistico. Da Manhattan all’Upper East-Side, passando dal Queens, dal Bronx e dal leggendario tempio di Rucker Park; i Knickerbockers fanno sempre parlare di sé.

Forse per il livello di basket espresso durante la stagione, per una favola cestistica tutta da scrivere e raccontare, oppure più semplicemente per raccontare il più classico dei fallimenti newyorchese spacciato come il più tragico finale di uno spettacolo teatrale mai andato in scena a Broadway, attraendo così spettacolo, tifosi ma soprattutto tante critiche.

Nonostante ciò i tanto chiacchierati  Knicks in questo nuovo cammino stagionale vedono pian piano la platea non dal loro miglior proscenio, cominciando a studiare e scrivere una nuova sceneggiatura per mettere in atto uno spettacolo utile a ridisegnare e ricostruire un futuro ormai perso da circa due stagioni. Ecco a voi il manuale New York Knicks 2018/2019.

MANUALE NEW YORK KNICKS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 29-53
  • Piazzamento: seed #11, Eastern Conference
  • Offensive rating:104.1
  • Defensive Rating: 110.7
  • Team leaders: Kristaps Porzingis (22.7 PTS), Enes Kanter (11 REB), Jarrett Jack (5.6 AST)

MANUALE NEW YORK KNICKS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Acquisti:

  • David Fizdale ( ex-Head Coach Memphis Grizzlies)
  • Mario Hezonja (Orlando Magic)
  • Noah Vonleh (Portland Trail Blazers)

Cessioni:

  • Kyle O’Quinn (Indiana Pacers)
  • Michael Beasley (Los Angeles Lakers)
  • Troy Williams (New Orleans Pelicans)
  • Jarrett Jack (New Orleans Pelicans)
  • Joakim Noah (buy-out e stretch del contratto fino alla stagione 2020/21)

Draft 2018: Kevin Knox (Kentucky) e Mitchell Robinson (Chalmette High School)

I New York Knicks sono reduci dal mancato scambio per Jimmy Butler, sfumato definitivamente per mancanza di veri asset utili per imbastire una vera e propria trattativa con i Timberwolves di coach Thibodeau.

Dopo aver cacciato coach Hornacek in estate, è arrivato in off-season David Fizdale ora direttore d’orchestra del roster più instabile e bollente della NBA. Sarà l’ex assistant coach di Erik Spoelstra ai Miami Heat insieme a Kristaps Porzingis la base solida del progetto targato Scott Perry-Steve Mills. Con questa prima vera scelta importante presa dalla proprietà, i Knicks vogliono puntare ad una ricostruzione rapida per reclamare la propria posizione di prestigio nella Eastern Conference, nonostante le numerose partenze annunciate nel corso dell’ultima sessione estiva di mercato.

Gli addii di Jarrett Jack e Troy Williams volati in Louisiana al fianco di Anthony Davis, ma soprattutto quelli di Kyle O’Quinn e Michael Beasley scappati dal Garden in cerca di fortuna a Indianapolis e Los Angeles, hanno dato non solo poca profondità al roster, bensì hanno aumentato notevolmente lo spazio salariale a disposizione nelle prossime stagioni. In più il rinnovo di Enes Kanter è l’unica salvezza del vecchio blocco Knicks, vista l’imminente separazione fra la dirigenza newyorchese Joakim Noah. L’addio del francese non è stato ancora ufficializzato ma il centro francese nato proprio a New York non ha partecipato ai Media Day ed è in rottura totale con l’ambiente.

Spazio dunque in questa stagione a giovani leve e giocatori prettamente difensivisti per migliorare un gioco pressoché non entusiasmante. Gli arrivi di Mario Hezonja e Noah Vonleh rispettivamente da Orlando e Portland daranno maggiori soluzioni per le rotazioni da utilizzare a partita in corso, ma la vera speranza dei Knicks è riposta nel talento di Kevin Knox. Dopo il mezzo fiasco, anzi l’ennesimo errore di valutazione di Phil Jackson su Frank Ntilikina; l’ala proveniente da Kentucky ha già tutte le carte in regola per trascinare i Knicks nella prima parte di stagione senza Kristaps Porzingis. Insieme alla nona scelta del Draft NBA 2018, arriva anche Mitchell Robinson al secondo giro. Il suo apporto sarà fondamentale a partita in corso, specie sotto canestro, preparandosi alla lotta sotto le plance.

MANUALE NEW YORK KNICKS 2018/2019: L’ANALISI

Dimenticatevi storie su triangle offense, difese pigre e presidenti burattinai sull’aspetto tecnico del gioco dei New York Knickerbockers. Non ci sarà certamente la ‘run and gun’ predicata da Mike D’Antoni nel recente passato, ma il nuovo progetto tecnico dei Knicks parte ovviamente dalla filosofia inculcata nelle scorse annate da coach David Fizdale.

Per costruire un buon gioco dal punto di vista offensivo, dove le soluzioni non sono mai mancate in casa Knicks, è arrivato il momento di costruire una vera identità difensiva per una squadra mostratasi sempre rinunciataria dall’altra parte del campo. Se in attacco le soluzioni non mancano grazie al fondamentale apporto realizzativo di Hardaway Jr, di un sorprendente Trey Burke ma anche dello stesso big man Enes Kanter; coach Fizdale ha messo in chiaro le cose sull’aspetto difensivo dei futuri Knicks: Fisicità, aggressività e attitudine al sacrificio sono la base di un’efficiente rotazione difensiva.

Situazione difensiva della passata stagione

Nella passata esperienza in Tennessee, David Fizdale ha dimostrato di prediligere una pressione a tutto campo sul portatore di palla con continui raddoppi in area sul lungo in post basso. In situazione di uno contro uno, la difesa fa continui cambi per forzare un tiro difficile dal lato debole, riducendo al minimo sindacabile le possibilità di un tiro pulito dal perimetro, oppure costringe il portatore di palla avversario ad andare sul fondo entrando nella trappola dei raddoppi aggressivi e rapidi richiesti dal coach. In situazione di pick and roll, coach Fizdale ama utilizzare cambi sistematici fra i pari ruolo, con l’intento di collassare definitivamente il pitturato da eventuali tagli back door o situazioni di rimbalzi offensivi avversari

Una buona costruzione difensiva dunque permette di giocare con molta più tranquillità in fase offensiva, che in casa Knicks dovrebbe essere limata contro una difesa avversaria schierata. Coach Fizdale propone molto spesso un gioco molto ragionato, capace di mandare in difficoltà le difese avversarie dopo il secondo ribaltamento del pallone. Sarà fondamentale dunque l’estro creativo di Burke e Hardaway Jr, che in transizione offensiva dovranno dimostrare di essere glaciali ma anche capaci di saper gestire al meglio il ritmo partita. Kanter prima e successivamente Porzingis quando rientrerà dall’infortunio, saranno fondamentali in quintetto per coach Fizdale con ottimi pick and roll centrali pronti ad aprire voragini nelle rotazioni difensive avversarie. Sarà interessante capire come si muoveranno i due nuovi rookie e soprattutto se Frank Ntilikina confermerà i buoni progressi difensivi visti nella passata stagione, aumentando ovviamente il proprio raggio d’azione anche in fase offensiva con tiri e penetrazioni decisamente più coraggiosi

CONCLUSIONE

In casa Knicks dunque è previsto tanto lavoro in questa preseason e nel corso di tutta la stagione da vivere in apnea e alla ricerca di sé stessi. Sarà l’inizio di un nuovo cammino estenuante, difficile ma certamente più roseo rispetto alle ultime due disastrose annate sotto la gestione Hornacek. L’obiettivo resta quello di ritornare il prima possibile nella griglia playoff, non di certo realizzabile in questa stagione. Bisogna continuare a lavorare in prospettiva futura, ridisegnando e ricostruendo un ambiente che ha bisogno di ritornare ai piani alti dell’Eastern Conference. Per reclamare un posto nella gloria bisogna avere ancora molta pazienza.

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