Chissà quanto è servita la catechizzazione sulla pista dell’aereo di ritorno da Minneapolis, impartitagli da Gregg Popovich, a Victor Wembanyama che dopo essere stato graziato dalla NBA per la gomitata a Naz Reid in gara 4, nella pivotal gara 5 a San Antonio ha guidato i suoi Spurs al netto 126-97 che vale il 3-2 nella serie sui Twolves e il possibile pass per le finali di conference.
Wemby ha segnato 27 punti con 17 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate con 4 palle perse, per lui 18 punti nel solo primo quarto, servito a mettere le cose in chiaro per Minnesota: sarebbe stata una serata lunghissima.
Lunga perché Wembanyama, oltre alle straordinarie doti tecniche e delle misure… peculiari, ha anche una qualità di quelle che non si insegnano, ovvero di “tirarsi dietro” i propri compagni e portarli con sé in una partita. Parliamo di uno che ci è d’altronde riuscito all’All-Star Game NBA delle superstar svogliate, figuriamoci ai playoffs dove le motivazioni dovrebbero arrivare già da sole.
Wemby ha iniziato, Keldon Johnson, De’Aaron Fox e Stephon Castle gli sono andati dietro. San Antonio ha vinto il secondo quarto per 25-17 issandosi sulla doppia cifra di vantaggio e ha saputo replicare nel terzo periodo alla rimonta dei Twolves, che sono tornati sul 61-61 dopo aver gestito la prima mareggiata. Non la seconda però, lanciata da Castle e Dylan Harper e che pochi minuti più tardi ha rimesso gli Spurs sul +15.
Per Keldon Johnson 21 punti con 8 su 11 dal campo, Castle chiude con 17 punti e 6 assist e Fox, non al meglio ma in campo, segna 18 punti con 5 assist. San Antonio tira col 53% dal campo ma la differenza la fa in difesa, contendendo al 38% i Timberwolves che segnano 17 punti nel secondo quarto e non toccano neppure quota 100, per la seconda volta in questa serie. Rudy Gobert stavolta non riesce minimamente a contenere un Wembanyama scatenato nel primo quarto, in attacco Ayo Dosunmu fa quasi meglio di un Anthony Edwards da 20 punti con 4 palle perse.
“Diciamo che ero fresco e riposato. Ed era gara 5, è normale essere elettrizzati e avere le farfalle nello stomaco come si dice. Come potrebbe non esserlo, ai playoffs?” ha detto Wembanyama “Per noi è super importante iniziare così le partite perché dettiamo il nostro ritmo. la sfida è farlo per tutti i 48 minuti. Sull’espulsione di gara 4? Penso che cercare di provocare delle reazioni scomposte faccia parte della loro (dei Twolves, ndr) strategia e quindi bisogna mantenere la calma. E comunque erano passati due giorni, e questa era un’altra partita. Ora testa a gara 6 a Minneapolis tra tre giorni, dobbiamo passare il turno e pensare solo a noi“.
I Twolves avranno ora l’occasione di rispondere in gara 6, l’ultima per forzare una gara 7 da giocare eventualmente in trasferta. San Antonio ha già vinto in gara 3 al Target Center e in gara 4 era avanti di 8 punti nel quarto periodo anche senza Wemby e prima della rimonta targata Edwards. “Non ho visto facce così preoccupate da noi in spogliatoio, c’è un’altra partita da giocare per cui rimbocchiamoci le maniche e prepariamoci” così Ant “Molto parte da Jaden McDaniels, dobbiamo evitare che abbia problemi di falli (5 in gara 5, ndr) perché è troppo importante per noi. Ma tra due giorni si gioca ancora e io non vedo l’ora“.
I Timberwolves hanno subito un passivo pesante in gara 5, frutto anche del garbage time del finale, e hanno pagato soprattutti i troppi minuti senza McDaniels in panchina per i falli. Ma in 5 minuti nel terzo periodo hanno saputo rimontare uno svantaggio di 12 punti accumulato all’intervallo cui a propria volta San Antonio ha risposto da grande squadra. “Ci siamo dimenticati di cosa funzionava per noi in attacco e in difesa ci siamo inabissati, abbiamo concesso loro 30 punti in 7 minuti nel terzo periodo e tanti di questi perché non abbiamo tenuto le loro guardie” ha detto coach Chris Finch nel post gara.
