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Utah Jazz, “tensione” in squadra dopo una trade deadline deludente?

di Michele Gibin
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Dopo aver inseguito nomi come Jerami Grant e Danilo Gallinari sul mercato, gli Utah Jazz hanno dovuto ripiegare su giocatori di secondo piano come Juan Hernangomez e Nickeil Alexander-Walker alla trade deadline.

Aspettative disattese che secondo Chris Mannix e Howard Beck di Sports Illustrated avrebbero “esacerbato” anziché appianare le tensioni in una squadra sotto enorme pressione, quasi obbligata a vincere almeno la Western Conference per evitare che il giocattolo si rompa del tutto.

I rapporti tra Rudy Gobert e Donovan Mitchell sono sempre da monitorare, con il giocatore francese che a gennaio durante il periodo più negativo della stagione (dovuto soprattutto alla sua assenza per problemi fisici e di Covid), aveva messo in discussione impegno e attitudine difensiva della sua squadra, citando a paragone le avversarie dirette di Utah, Phoenix Suns e Golden State Warriors.

Che i Jazz avessero bisogno di un difensore esterno da mettere accanto a Mitchell, Conley, O’Neale, Bogdanovic e Clarkson era evidente già dalla serie di playoffs persa contro i Clippers senza Leonard lo scorso maggio. L’infortunio di Joe Ingles aveva reso necessario rimpiazzare fisicamente il giocatore australiano, e dal mercato via Portland e Spurs sono arrivati Alexander-Walker e Hernangomez, non gli identikit ideali.

Due giocatori che nella migliore delle ipotesi potrebbero inserirsi ai margini delle rotazioni di coach Quin Snyder, rotazioni rimaste di fatto immutare rispetto allo scorso anno eccezion fatta che per l’arrivo di Rudy Gay e Hassan Whiteside. Eric Paschall non si è guadagnato la fiducia del suo coach così come il rookie Jared Butler, difficile che un Nickeil Alexander-Walker da 37% al tiro in stagione possa fare di meglio, e nel frattempo i Jazz hanno confermato fino a fine stagione Danuel House. Al completo, i Jazz (35-21) restano il miglior attacco NBA per offensive rating e l’undicesima miglior difesa, un dato “sporcato” dai periodi di assenza di Gobert, ai playoffs squadre come Warriors, Grizzlies, Mavs e Suns potrebbero riproporre a Utah e a Gobert gli stessi dilemmi tattici e difensivi che lo scorso anno furono fatali.

Dopo la deadline, il general manager dei Jazz Justin Zanik ha spiegato di “aver esplorato tutte le opzioni“, compresa quella di cedere un’altra prima scelta futura al draft, ma che non si sia presentata l’occasione giusta per un altro sforzo del genere. “Siamo una squadra competitiva, quando siamo al completo e connessi tra noi siamo da titolo, abbiamo scommesso su questo gruppo. Alexander -Walker? E’ un giocatore che avrà la possibilità di restare con noi a lungo termine, è un’opportunità per noi

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