Il general manager dei Brooklyn Nets Sean Marks tira le somme della giornata di giovedì, che ha visto concretizzarsi la trade dell’anno, che ha portato James Harden ai Philadelphia 76ers e Ben Simmons a New York.
Come già aveva spiegato coach Nash prima di lui, Marks aveva “preso atto” della decisione di Harden di lasciare i Nets una volta apertasi la possibilità di tornare da Daryl Morey a Philadelphia. Il rischio, diventato in proiezione certezza, di perdere da free agent un giocatore per cui Brooklyn aveva sacrificato per intero il suo capitale di scelte future al draft e Jarrett Allen e Caris LeVert, ha fatto da “accelerante” per la chiusura.
“Non c’è da girarci attorno, avevamo fatto il nostro all-in prendendo Harden e portandolo nel nostro gruppo, la decisione di tornare indietro non è stata per nulla facile“, dice Marks “Diamo il giusto merito a James, è stato chiaro e sincero nei nostri dialoghi, come me, Nash e Joe Tsai nelle ultime 48 ore“.
Con la polvere ormai depositatasi, è diventato di dominio pubblico il fatto che l’elemento che avrebbe fatto cambiare idea a James Harden dopo un solo anno di convivenza, sia stato il mancato rapporto con Kyrie Irving. Due caratteri diversi che non sono riusciti a legare, e la cui distanza è stata acuita dagli eventi che hanno portato Irving prima fuori squadra per tre mesi, e poi di nuovo in gruppo solamente da giocatore part time. Una situazione che Harden non avrebbe accettato e che, peraltro, sussiste ancora oggi con la squadra in caduta libera (10 sconfitte consecutive) e senza Kevin Durant e Joe Harris, infortunati. Come riportato da The Athletic ore dopo la trade, un episodio risalente al 17 gennaio scorso avrebbe convinto Harden ad alzare i tacchi, dopo aver assistito a un rituale di purificazione dello spogliatoio “contro le energie negative” di Irving all’intervallo della partita contro i Cavs, una delle prime partite giocate da Irving dopo il reintegro. “Harden lo guardava come se avesse visto un mostro a tre teste“, ha raccontato una fonte.
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“Mentirei se dicessi che questa situazione non sia stata frustrante per tutte le parti coinvolte, e perché non siamo mai stati in grado di vedere la squadra giocare al completo. Irving? Harden non ha mai espresso alcun tipo di problema a riguardo (…) e credo che la persona al momento più frustrata sia proprio Kyrie. Lui vuole davvero esserci e speriamo tutti che la situazione possa migliorare tanto da permettergli di giocare anche le partite in casa. Un altro fattore determinante? Gli infortuni, senza dubbio“.
“James Harden è stato onesto con noi e noi lo siamo stati con lui, questa trade gli permetterà di ripartire in una situazione nuova e permette a noi di fare altrettanto” ancora Sean Marks, che ha aggiunto che i Nets fossero “determinati al 100%” a trattenere in squadra Harden anche con il rischio della free agency incombente. E’ stato lo stesso giocatore a cambiare le cose chiedendo formalmente la trade ai 76ers al proprietario della squadra Joe Tsai.

