Home NBA, National Basketball AssociationNeil Olshey sull’ Hack-a-Shaq: “E’ meno grave di quel che sembra”

Neil Olshey sull’ Hack-a-Shaq: “E’ meno grave di quel che sembra”

di Mario Tomaino
DeAndre Jordan

E’ giusto oppure no? E’ questa la domanda che in molti si stanno ponendo ultimamente.

La questione dell’Hack-a-Shaq, termine utilizzato per indicare il fallo lontano dalla palla sul giocatore più in difficoltà ai liberi, sta sollevando un bel polverone mediatico, un tema sul quale anche Adam Silver, Commissioner NBA, ha lasciato intendere un cambio di regolamento.

Del parere opposto a quello di Silver, pare essere il GM dei Portland Trail Blazers, Neil Olshey che, intervenuto su Blazers.com, ha dichiarato: “Esteticamente abbiamo un problema, ma credo che i casi siano molto più isolato di quello che la gente creda. Nella serie tra Washington e Atlanta non è successo; lo stesso vale per la sfida tra Memphis e Golden State. Per cui, cambiare le regole per dei casi tanto isolati, non credo sia la migliore soluzione da attuare.”

DeAndre Jordan risulta essere una delle maggiori vittime dell'Hack-a-Shaq

DeAndre Jordan risulta essere una delle maggiori vittime dell’Hack-a-Shaq

La soluzione suggerita da Olshey per risolvere il tema dell’Hack-a-Shaq? Migliorare ai liberi: “Prendete ad esempio Blake Griffin: è stato per lungo tempo vittima del fallo sistematico. Come ha risolto la situazione? Migliorando la tecnica ai liberi”.

I dubbi riguardanti un provvedimento nei confronti dell’Hack-a-Shaq, ad ogni modo, rimangono. Il consiglio annuale dei GM, riunitosi settimana scorsa a Chicago, pare essere alquanto preoccupato nei confronti della situazione venutasi a creare: gente come DeAndre Jordan, Josh Smith e Dwight Howard, sono state vittime di tale ‘tattica’, nel corso della Regular Season ma soprattutto dei Playoffs.

A questo punto, rimandare la decisione non è più possibile, urge assolutamente decidere sul da farsi: si andrà verso un cambio di regolamento oppure si deciderà di lasciare tutto allo stato attuale delle cose?

 

Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)

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