Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsNew York Knicks: addio Melo, ricostruzione possibile o complessa?

New York Knicks: addio Melo, ricostruzione possibile o complessa?

di Giulio Scopacasa
Carmelo Anthony-Knicks

Molte squadre alla fine di uno ciclo vincente iniziano la ricostruzione di una squadra più giovane e con grande potenziale. I New York Knicks sono costretti a gettare di nuovo le basi per una nuova squadra dato che il progetto incentrato su Carmelo Anthony, che avrebbe dovuto portare al titolo, non è andato a buon fine.  Anzi, non solo non è andato a buon fine ma nell’ultimo anno la storica franchigia non è neanche riuscita a qualificarsi per la post-season.

Phil Jackson, James Dolan, executive chairman of the Madison Square Garden Company

Per questo motivo Anthony ha deciso si uscire dal proprio contratto alla ricerca di una nuova destinazione in cui vincere. Senza Anthony la prima mossa dei Knicks è stata quella di concludere uno scambio con Dallas nel quale la squadra di Manhattan ha ricevuto Jose Calderon, Samuel Dalembert, Wayne Elllington, Shane Larkin e due scelte al secondo giro del draft 2014 con le quali sono stati scelti Cleanthony Early e Thanasis Antetokounmpo . Dallas in cambio ha ricevuto Raymond Felton e l’ex Mavs Tyson Chandler. NY cerca di ripartire da questo scambio per costruire le fondamenta per la ripartenza della franchigia. Tre giocatori  molto giovani come Early, Antetokounmpo e Larkin si aggiungono al roster. Come afferma Larkin, Point Guard dei Miami Hurricanes prima di approdare nella NBA, “confermare le proprie capacità e le proprie imprese a livello di college nella NBA è molto difficile e credo che New York possa essere la piazza giusta per farlo”. Mentre i veterani come Calderon e Dalembert affrontano il nuovo anno con la convinzione di poter utilizzare la propria esperienza a favore della squadra. Come afferma il centro di Haiti il suo compito è quello di difendere il pitturato e cercherà di farlo, continua, aiutando i meno esperti rookie e sophomores.  Alcuni problemi vengono subito all’occhio guardando il Salary Cap di questa squadra. Il contratto di Amar’e Stoudemire terminava nell’offseason di quest’anno ma l’Ala Grande ha deciso di rimanere nel contratto per un altro anno sfruttando la Player Option presente. Questa mossa riguardante il suo contratto pesantissimo, esattamente 23’410’988$ nella stagione 2014-2015, rende difficilissima la consistente partecipazione nella ricca Free Agency di quest’anno. A rendere ancora più difficile la situazione salariale è il contratto di Andrea Bargnani. Quest’anno praticamente inattivo a causa degli infortuni l’ala italiana ha pesato molto sul bilancio con i suoi  11 mln di dollari. Un insieme di fattori complessi attorno a questa franchigia rende molto difficile la ricostruzione. Una nota positiva soltanto dall’ultima stagione, vale a dire Tim Hardway Jr. Il ragazzo ha molto potenziale e può essere in futuro uno dei punti chiave della ricostruzione. Per questa ardua impresa Phil Jackson ha rinnovato l’Head Coach della squadra affidandosi al suo ex-giocatore Derek Fisher, alla prima esperienza di Coaching. Vedremo come verrà gestita la situazione.

Per NBA Passion,
Giulio Scopacasa

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