Il Presidente dei New York Knicks, Phil Jackson, sembra essere preoccupato della possibilità che Kristaps Porzingis possa ripetere una carriera simile a quella dell’ex giocatore NBA Shawn Bradley.
L’ ex centro naturalizzato tedesco fu scelto come seconda chiamata assoluta al draft del 1993 dai Philadelphia 76ers. Dotato di una grande altezza (229 cm) ma di scarsa presenza fisica (solo 112,5 kg); e dunque troppo leggero per essere un fattore sotto i tabelloni sia in attacco che in difesa. Ed ecco che la sua carriera, senza ombra di dubbio comunque dignitosa, si trasforma in una semplice “vita da stoppatore”, culminata al meglio nella stagione 1996-97 dove tenne la miglior media di stoppate a partita (3,4).
Il rookie lettone non sembra essere affatto spaventato da questo paragone. Anzi afferma sicuro, come riportato da Stefan Bondy del New York Daily News, “Questo è il metodo che usa Phil per spingere i giocatori a lavorare duro e a dare il massimo. In questo modo mi ha acceso. Non sono il nuovo Shawn Bradley”.
Sicuramente Porzingis, rispondendo in tale modo, ha dato prova di grande maturità per essere un ragazzo di soli 20 anni: non è facile gestire la pressione a cui è stato sottoposto da quando la notte del draft è stato accolto dai suoi nuovi supporters con una bordata di fischi. A rincarare la dose ci ha pensato il maestro zen con le sue supposizioni negative sulle caratteristiche del giocatore.
Ma i giochetti motivazionali di Jackson sono un suo marchio di fabbrica. Hanno funzionato, quando ancora vestita i panni dell’allenatore, con grandi giocatori come Michael Jordan, Kobe Bryant e Dennis Rodman. Il paragone è al momento improponibile, ma potrà Kristaps Porzingis essere presto considerato come un nuovo successo dello psicologo Phil? Riuscirà il lettone ad evitare di essere etichettato come nuovo Shawn Bradley? I Knicks sperano di si ma spetta solo a lui il compito di dimostrare di esserne capace, a partire dal riuscire ad aumentare il suo peso e la sua forza.
Per NBA Passion,


