L’NBA All-Star Game 2021 è alle spalle, ed è ora di riepilogare i risultati di tutte le gare e le competizioni che si sono svolte alla State Farm Arena di Atlanta.
Pur comprimendo l’intero evento in un’unica giornata, la NBA non ha voluto rinunciare a nessuna delle gare principali che da anni danno vita all’All-Star Saturday, giocandole prima e durante la partita vera e propria, Team LeBron contro Team Durant e con i 24 migliori giocatori NBA sullo stesso campo.
Vediamo dunque tutti i risultati delle gare di abilità dell’All-Star Game, i vincitori e le fasi salienti.
Skills Challenge, Sabonis batte tutti
Il prime evento è la gara di abilità tra slalom, passaggi battuti a terra, layup e tiro da tre punti, lo Skills Challenge giunto alla sua 18esima edizione.
A sfidarsi tre guardie- Luka Doncic, Chris Paul e Robert Covington – e tre lunghi, ovvero Nikola Vucevic, Domantas Sabonis e Julius Randle. In qualità di titolari All-Star e per anzianità, e anche per far quadrare i conti, Doncic e Paul ricevono un bye e si qualificano direttamente al secondo turno del tabellone a 3 turni.
Domantas Sabonis è implacabile, elimina prima Randle, poi al secondo turno un Luka Doncic poco in palla, e in finale trova il suo pari ruolo Nikola Vucevic, che batte prima Covington e poi a sorpresa Chris Paul. La finale Sabonis-Vucevic è equilibrata ma il figlio del grande Arvydas è più preciso al tiro da tre punti finale e la spunta, vendicando il suo secondo posto del 2020 quando fu Bam Adebayo a batterlo.
Gara del tiro da tre punti, Steph è imbattibile
Quando in gara c’è il miglior tiratore della storia della NBA, è possibile che chi gareggi contro di lui lo faccia per arrivare secondo.
Stephen Curry segna 31 e 28 punti nei suoi due round di gara e vince l’NBA Three Point Contest 2021, bissando il successo del 2015 e chiudendo la porta in faccia a colui che in origine alla gara del tiro da tre non doveva neppure esserci, Mike Conley degli Utah Jazz.
Steph esegue per ultimo al primo turno. Prima di lui hanno modo di “toppare” la prima partecipazione in carriera Jaylen Brown e Donovan Mitchell, mentre il grande favorito della vigilia (dopo Curry) Zach LaVine fa bene ma non abbastanza (25 punti) ed è il terzo eliminato.
Benissimo fa invece Mike Conley, che segna 29 punti al primo turno e mette pressione a Curry. Il terzo è Jayson Tatum.
La sfida è tutta tra Conley e Curry. La point guard dei Jazz segna 27 punti nel suo round finale e costringe Steph a una grande prova. La star dei Golden State Warriors parte con tre errori di fila ma si riprende, chiude con 4 su 5 all’ultimo carrello e supera Conley di un solo punto, 28-27 grazie alla money ball da 2 punti finale.
Slam Dunk Contest, Simons bacia il cielo
Versione flash ma non per questo meno riuscita della gara delle schiacciate 2021, con soli tre schiacciatori – Anfernee Simons, Obi Toppin e Cassius Stanley Jr – due turni e un sistema nuovo di assegnazione dei punti per il round finale, con una giuria composta dalle vecchie glorie di Atlanta Josh Smith, Spud Webb, il grande Dominique Wilkins e da due ex campioni della gara delle schiacciate NBA Dee Brown e Jason Richardson.
I tre schiacciatori hanno a disposizione sole tre schiacciate per impressionare i giudici, fattore che aumenta l’effetto del successo al primo tentativo. E i tre ci riescono subito, con Stanley Jr rookie dei Pacers che esegue un’affondata di rimbalzo e passandosi la palla tra le gambe, alla Jason Richardson. Schiacciata bella e potente, purtroppo già eseguita tante volte e che i giudici premiano con un 44.
Obi Toppin (New York Knicks) ci mette un pizzico di fantasia in più, raccoglie il pallone dopo averlo battuto a terra e schiaccia all’indietro, al primo colpo, e si merita un bel 48 di punteggio.
Anfernee Simons dei Portland Trail Blazers a 22 anni è il veterano del gruppo e sa cosa piace alla giuria. Per la sua prima schiacciata posiziona il pallone su un canestrino di plastica fissato sopra il quadrato piccolo del tabellone (quindi parecchio in alto…), poi partendo dall’angolo sinistro del campo lo raccoglie e schiaccia a due mani: risultato testa al ferro e 46 punti.
L’emozione tradisce Stanley Jr al secondo giro, che sbaglia la sua schiacciata originale e deve ripiegare su una tomahawk “normale” che non piace ai giudici. Toppin invece replica una schiacciata già eseguita dal campione 2020 Derrick Jones Jr, salta Julius Randle e il papà posti sotto canestro e schiaccia a una mano: 46 il verdetto e finale assicurata.
Chi continua a impressionare è però Simons, che indossa una canotta vintage di Tracy McGrady ai tempi dei Toronto Raptors ed esegue una delle schiacciate mostrate al mitico Slam Dunk Contest di Oakland 2000 da T-Mac: altra operazione simpatia riuscita e un bel 49 di punteggio.
La finale Simons-Toppin la si gioca su una schiacciata singola, senza voti ma con i cinque giudici che esprimeranno una preferenza tra i due.
Obi Toppin (cui manca un poco di fantasia, va detto), pesca dalla storia della gara delle schiacciate ma senza fare riferimenti particolari, stacca da un passo oltre la linea di tiro libero, e al secondo tentativo affonda dopo aver fatto passare la palla tra le gambe.
Anfernee Simons ha invece studiato. Sempre partendo dall’angolo sinistro, lancia altissimo il pallone in aria, ne aspetta il rimbalzo altissimo e in volo raccoglie e schiaccia a una mano. E poi indica il ferro mandando un bacio. Il replay chiarisce il tutto: Simons arriva con le labbra (!) all’altezza del canestro, mima un bacio al ferro e affonda di potenza (il replay chiarisce anche che non c’è contatto tra labbra e ferro, ma tant’è). Fantasia premiata, potenza da vendere e elevazione da signore della gara delle schiacciate, la giuria dice Anfernee Simons, per la gioia di coach Damian Lillard in panchina che ci credeva tantissimo.

