Ogni gennaio, tutti gli appassionati di NBA iniziano a pronosticare e pensare i possibili quintetti dell’All-Stars Game. Ogni tifoso vota il suo beniamino e spera di poterlo veder giocare nel match della domenica sera. E ogni anno, non mancano le lamentele riguardo le esclusioni di alcuni giocatori e le presenza di altri che non meritavano di giocare secondo loro.
Ci sono sempre almeno 2/3 esclusioni di lusso alle All-Stars Game (Chris Paul e Paul George sono quelli di quest’anno), questo avviene per forza visto la grande quantità di fuoriclasse presenti, da sempre, nella lega NBA. Tutto vero, ma nessuno pensa agli esclusi di seconda fascia (che magari non hanno statistiche eccezionali), ma la loro presenza in campo fa la differenza. Di quale di quei ragazzi si dovrebbe parlare di più secondo The Score? Andiamoli a vedere nello specifico, sono nomi ovviamente di giocatori che mai dovremmo valutare in ottica All Star Game, ma che se contassero solo le statistiche (e per fortuna non è così) sarebbero inseriti nella lista dei papabili.
Spencer Dinwiddie (Nets)
Non è stata una buona stagione per i Brooklyn Nets, ma nessuno si aspettava che lo fosse. A complicare maggiormente le cose ci sono gli infortuni gravi ai playmaker della franchigia della Grande Mela, infatti prima Jeremy Lin problema al tendine rotuleo nella prima partita dell’anno e poi si ferma per un lungo periodo ai box il neo acquisto Russell D’Angelo. Il posto di regista del team viene quindi affidato all’ex Chicago Bulls Spencer Dinwiddie. Ma come si usa dire non tutti i mali vengono per nuocere e Dinwiddie ha approfittato dell’opportunità realizzando prestazioni di livello assoluto.
Anche se le sue statistiche offensive non sono quelle di un All-Stars, il ragazzo viaggia con medie di 13,4 punti, 6,4 assist e solo il 39,8% dal campo a partita, ma le sue valutazioni di on/off-court sono semplicemente impressionanti. I Nets hanno otto punti di vantaggio quando Dinwiddie è sul pitturato, mentre la squadra crolla quando si siede in panchina. Infatti, con Dinwidde fuori dal parquet, i Nets passano da una valutazione offensiva di 105,6 a 99,1.
Otto Porter Jr. (Wizard)
I Washington Wizards hanno “piazzato” ben 2 giocatori all’All-Stars Game , ossia John Wall e Bradley Beal. Però un’altro giocatore della squadra avrebbe meritato una considerazione stando solo ai numeri statistici. Di chi si tratta? Otto Porter Jr. Porter. L’ala dei Wizard è un gran tiratore da oltre l’arco, infatti Otto tira con il 42,6% da dietro l’arco in 3,9 tentativi per partita. La squadra ha 6,2 punti di vantaggio sulla fase difensiva quando Porter gioca.
Luc Richard Mbah a Moute (Rockets)
Come era prevedibile James Harden, guardia degli Houston Rockets, è stato scelto nel quintetto base a Ovest delle All-Stars Game, mentre nella stessa squadra texana c’è il grande escluso, il playmaker Chris Paul. Però spesso, in una grande squadra, trascuriamo i giocatori che non hanno una doppia cifra di media, l’esempio più lampante nei Rockets e Luc Richard Mbah a Moute
La difesa dei Rockets è crollata in sua assenza. I Rockets hanno una difesa al 12esimo posto per punti concessi su 100 possessi, prima del suo stop erano la sesta miglior difesa.
I suoi 7,1 punti e 3.5 rimbalzi di media per partita non sono esaltanti, anche se il dato sulla percentuale dei tiri da 3 non è male (39.2%).
Andre Roberson (Thunder)
Voi vi chiedere che centra Andre Roberson? Il ragazzo tira con il 22,2% da oltre l’arco e un umiliante 29% dalla lunetta. La guardia dei Thunder ha una media di 5 punti per partita in 26,8 minuti che gioca a partita partita. Male? Malissimo, se giudicato solo in fase offensiva potrebbe essere uno dei peggiori giocatori della lega in fase offensivo.
Però la franchigia ha un punteggio migliore di 12.7 punti quando è sul perimetro e subisce 11.2 punti più con Roberson in panca. Certo si fa fatica a pensare che un giocatore capace di fare la differenza in un sola lato del campo possa far vincere una squadra. Andre è il perno della difesa dei tuoni e Billy Donovan non si priva mai di lui. Certo dovrà migliorare la fase offensiva, ma una buona difesa vale quanto buone percentuali al tiro.

