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Obama a “The Shop” di LeBron: “Ringrazio gli atleti NBA per il loro attivismo”

di Francesco Catalano

L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama si è detto grato verso tutti gli atleti NBA che durante questo anno travagliato sono stati attivi nella protesta sociale in favore dei diritti della società afroamericana e, in particolar modo, ha ringraziato LeBron James, che si è dimostrato come al solito uno dei più impegnati.

Proprio con l’attuale campione NBA dei Los Angeles Lakers, Obama sarà ospite in una puntata di “The Shop”, serie ideata dallo stesso James con Maverick Carter, che andrà in onda questa sera alle 21 su HBO. I due hanno trattato come tema proprio l’attivismo nello sport e lo hanno fatto partendo da celebri esempi. Da Jack Johnson a Muhammad Alì, da Artur Ashe a Bill Russell.

Nello spot uscito per pubblicizzare la puntata, è presente proprio Obama che ringrazia personalmente i giocatori che quest’anno hanno veramente contribuito a far capire l’importanza del voto e il valore della battaglia sociale.

In particolar modo sono state ricordate le proteste in seguito al caso George Floyd e ciò che è successo dopo i fatti di Kenosha (Wisconsin) che hanno coinvolto Jacob Blake. In quest’ultima occasione i giocatori, già nella bolla di Orlando, si erano rifiutati di scendere in campo finché le rispettive franchigie non avrebbero adottato delle misure per promuovere la lotta contro la disuguaglianza sociale. Tra le condizioni c’era per esempio quella che prevedeva che ogni squadra avrebbe dovuto possedere una arena che sarebbe stata allestita da sede elettorale per le presidenziali 2020.

Obama elogia l’importanza delle proteste condotte dalla NBA: “Non si vedevano da parecchio tempo”

Lo stesso LeBron James, uno dei più attivi insieme a Chris Paul e Jaylen Brown, ha creato l’associazione “More than a Vote” per supportare l’importanza del diritto di voto in tutto il Paese. E l’ex presidente, da sempre estremamente sensibile a queste tematiche, ha voluto ringraziare queste iniziative. “Quando pensi alla storia degli atleti afroamericani vai indietro al pugile Jack Johnson, poi a Jackie Robinson, a Muhammad Alì e a Artur Ashe nel tennis e Bill Russell nel basket. In seguito per un po’ di tempo penso che non ci sia stato molto attivismo. Da quel momento gli atleti afroamericani hanno iniziato a pensare solo in termini di contratti e di soldi”.

Vedere questa nuova generazione dare voce alle loro coscienze senza paura, credo che dia una scia da seguire per i prossimi atleti e per quelli degli altri sport. Abbiamo visto cosa è successo a Milwaukee e sappiamo quello che hanno fatto in NBA. Poi ha concluso così rivolgendosi direttamente a tutti coloro che hanno contribuito alla causa: “Avete davvero mostrato una via da seguire che deve avere credito. Mi avete reso orgoglioso”.

In effetti, la NBA quest’anno è stata la lega sportiva che forse di più si è interessata alle questioni sociali e politiche. All’organizzazione portata avanti da Adam Silver va quindi il merito di aver riportato in primo piano anche nello sport tematiche così delicate ed importanti.

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