Tra i tanti atleti scesi in strada per unirsi alle marce di protesta pacifica contro razzismo e violenze della polizia negli Stati Uniti, anche Giannis Antetokounmpo ed i suoi Bucks, a Milwaukee.
Giannis e compagni si sono uniti in marcia all’attivista locale Frank Nitty, col giocatore greco ed MVP in carica che ha preso la parola per un messaggio alle persone presenti. Antetokounmpo ha parlato di voglia di giustizia e e cambiamento: “Voglio che i miei figli possano crescere qui a Milwaukee, senza dovere aver paura di camminare per strada. Non voglio che loro debbano portare dell’odio nel loro cuore“.
Di fianco a Giannis ed al fratello Thananis, a Donte DiVincenzo e Brook Lopez, anche un altro giocatore dei Bucks, la guardia Sterling Brown che nel 2018 proprio a Milwaukee fu, suo malgrado, vittima di un episodio di brutalità da parte della polizia.
Sterling Brown of the Bucks is leading chants calling for “no racist police.” In 2018, Milwaukee police officers took Brown to the ground, tased and arrested him after a parking violation at a Walgreens. pic.twitter.com/EZBZeIJBzP
— Rory Linnane (@RoryLinnane) June 7, 2020
Bucks, nel 2018 Sterling Brown vittima di un episodio di brutalità della polizia
Nel gennaio 2018 Brown fu fermato in un parcheggio di un grande magazzino di Milwaukee per un controllo dopo aver parcheggiato la sua vettura in un posteggio riservato ai portatori di handicap.
A seguito di un diverbio verbale con l’agente di polizia, l’ufficiale aveva richiesto assistenza via radio ad un collega. Dopo l’arrivo di altri agenti, Brown fu atterrato e colpito con una scarica di taser dopo essersi rifiutato di collaborare e di estrarre le mani dalle tasche della sua felpa, ed in seguito arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
Il caso salì all’attenzione delle cronache nazionali grazie anche ad un video della body-camera in dotazione agli agenti, che riprese i circa 30 minuti del fermo, e per le accuse del giocatore ai poliziotti.
Quattro mesi più tardi, nell’aprile 2018, il dipartimento di polizia di Milwaukee ammise la condotta “inappropriata” e l’eccesso di zelo degli agenti, mentre Sterling Brown avrebbe proseguito la sua causa di risarcimento civile.
Secondo i legali di Brown, l’eccesso di foga degli agenti sarebbe stato un ennesimo esempio del trattamento che la polizia riserverebbe ai sospetti afroamericani. La città di Milwaukee aveva offerto una cifra pari a 400mila dollari a Sterling Brown a titolo risarcitorio con l’impegno ad abbandonare la causa, cifra che il giocatore aveva rifiutato perché nella risoluzione dell’amministrazione “mancherebbe del tutto un’ammissione esplicita di colpa”.
Pochi giorni dopo la diffusione del video, Brown aveva denunciato il trattamento della polizia in un lungo post social: “Cose come queste accadono ogni giorno agli americani neri (…) il minimo comune denominatore di questo sono il razzismo, l’abuso di potere ed il garantismo che protegge la polizia, Un vero schiaffo in faccia alle vittime di trattamenti simili, ed ai loro cari“. Il giocatore ricevette all’epoca il pieno supporto dei Milwaukee Bucks, impegnandosi comunque per una risoluzione amichevole della vicenda.
"I don't want my kid to have hate in his heart."
Giannis Antetokounmpo spoke at a protest in Milwaukee yesterday.
(via @Sam__CT)pic.twitter.com/VZI2mYynAb
— Yahoo Sports (@YahooSports) June 7, 2020

