Finisce in un’imbarcata per 112-86 il primo ritorno da avversario a Miami contro gli Heat di Jimmy Butler, dopo la rottura consumatasi nei mesi scorsi e la trade verso i Golden State Warriors.
Golden State che era priva di Stephen Curry ancora non al 100% dopo l’infortunio di settimana scorsa alla schiena, e i Miami Heat erano motivati a non dare all’ex compagno di squadra una soddisfazione dopo mesi difficili per tutti, a essere gentili, e anche per colpa delle mattane del fu nr. 22 Heat. Ben 6 uomini in doppia cifra per Miami con 27 punti e 8 rimbalzi di Bam Adebayo e 20 punti di Tyler Herro, per il rookie Kel’el Were una doppia doppia da 14 punti con 10 rimbalzi, gli Heat si sono imposti nel quarto periodo per 29-16 di parziale.
Gli Warriors hanno perso la seconda partita di fila e frenato la loro rincorsa al quinto posto a Ovest. E alle loro spalle Clippers e Timberwolves premono a sola mezza partita di distanza. A Miami Jimmy Butler ha chiuso con 11 punti in 29 minuti che gli Warriors hanno perso presto di vista, sotto di 20 punti già in apertura di terzo periodo. Gli Heat hanno proiettato durante una pausa un video di 40 secondi di tributo al grande ex, ma la freddezza generale del momento e della serata era evidente, e reciproca nonostante le dichiarazioni di rispetto e stima per la “tifoseria” e la città. Cose di rito.
“Amo davvero la città e la gente qui, e il video era bello. Non mi sono emozionato molto, ho cercato di entrare in campo oggi molto centrato per vincere la partita, non ci siamo riusciti. Il video? Mi ha fatto ricordare alcuni bei momenti qui con i Miami Heat, sono momenti preziosi per me, di crescita come compagno di squadra e leader“. Come da copione, Butler è stato fischiato regolarmente a ogni tocco di palla.
Miami ha giocato una delle sue migliori partite offensive in stagione, con 17 su 25 al tiro da tre punti e il 55% dal campo. Per gli altri ex di giornata Andrew Wiggins e Kyle Anderson partite da 10 punti con 5 rimbalzi e 5 assist e da 7 punti in 20 minuti.
Jimmy Butler ha avuto belle parole per l’ambiente e la città e interagito con gli ex compagni di squadra, ma si è dimostrato freddissimo, anche nei giorni precedenti la partita, coi vertici Heat e con Pat Riley: “No, non ho nulla da dire a Pat ed è meglio che lui non abbia nulla da dire a me (…) la gente non può sapere ma pensa di sapere, ma c’è una ragione se io faccio una certa cosa e mi comporto in un certo modo“. Tra dicembre e febbraio prima della trade gli Heat avevano sospeso più volte Butler per ragioni disciplinati e per il suo atteggiamento, considerato dannoso nei confronti della squadra. “Le sospensioni? la realtà è che non volevano avermi attorno, io non avevo fatto niente di che, nulla di tanto drastico da meritare di essere sospeso“.
Prima della partita coach Erik Spoelstra aveva dribblato le domande su Jimmy Butler e gli ultimi mesi di “relazione” con il giocatore. “Sono cose accadute in novembre, dicembre e gennaio, chiaramente per tanti è stata una bella storia da seguire ma noi ci stiamo concentrando su ciò che ci sta accadendo in queste settimane. Ripeto, quello che è stato è stato“.

