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NBA, a Orlando apparirà la scritta “Black Lives Matter” sui campi

di Michele Gibin

La NBA progetta di porre sui parquet dei tre campi che utilizzerà per le partite a Orlando la scritta “Black Lives Matter” come iniziativa di sensibilizzazione sociale, la scritta dovrebbe apparire a ridosso di entrambe le linee di bordocampo corte, sotto i canestri, e la stessa iniziativa dovrebbe coinvolgere anche la WNBA al via della sua stagione alla IMG Academy di Bradenton, Florida.

Chris Paul, star degli Oklahoma City Thunder e presidente della Associazione Giocatori, aveva annunciato nei giorni scorsi che la lega aveva approvato una proposta per permettere agli atleti di sostituire i propri nomi sulle maglie con frasi di sostegno ai movimenti per la giustizia sociale in America, o con i nomi delle vittime di violenza da parte della polizia come George Floyd e Breonna Taylor.

Le giocatrici WNBA dovrebbero indossare durante il riscaldamento pre partita delle t-shirt con la scritta “Say Her Name“, dedicata alla memoria di Breonna Taylor e per le donne vittime di violenza. Diverse giocatrici WNBA come Renee Montgomery e Tiffany Hayes (Atlanta Dream) e Natasha Cloud delle Washington Mystics hanno scelto di non scendere in campo in questa stagione per dedicarsi alla causa per la giustizia sociale, aggiungendosi a Maya Moore,  la prima atleta WNBA a prendere l’iniziativa già a gennaio, dopo la pausa e l’anno sabbatico annunciato già nel 2019.

Il caso di George Floyd, 46enne di Minneapolis ucciso dall’agente di polizia Derek Chauvin lo scorso 25 maggio durante le operazioni di arresto, ha sconvolto l’America e provocato proteste e tensione in tutto il paese. L’omicidio, ripreso in un lungo video che mostra l’agonia di Floyd ammanettato e sofferente, ventre a terra sotto il ginocchio di Chauvin, è stato solo l’ultimo di una serie di violenze contro i cittadini neri americani, spesso da parte delle forze dell’ordine come nel caso di Breonna Taylor, uccisa a marzo durante un’operazione di polizia a Louisville, Kentucky, nella sua abitazione, e Ahmaud Arbery, ucciso ad Atlanta a marzo.

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