A Donovan Mitchell sono rimaste l’incredulità per aver perso da testa di serie numero 1 a Est per 4-1 contro gli Indiana Pacers, e la motivazione per riprovarci l’anno prossimo con lo stesso gruppo a Cleveland dopo il KO per 114-105 casalingo di gara 5 coi suoi Cavs.
Indiana è riuscita a vincere tutte e tre le partite della serie giocate a Cleveland, qualcosa con pochi precedenti nella storia dei playoffs NBA. In gara 5 ha resistito alla sfuriata d’orgoglio del primo quarto e mezzo dei Cavs che erano saliti anche sul+18 e ha gradualmente preso possesso di inerzia e ritmo della gara. Tyrese Haliburton ha tagliato da solo lo svantaggio già nel secondo periodo con 4 triple in fila e da lì la partita ha cambiato padrone, i Pacers hanno segnato 66 punti in due quarti tra secondo e terzo e gestito il vantaggio, solo nel quarto quarto i Cav si sono riportati sul -1 ma senza andare oltre.
Indiana ha tirato col 50% dal campo in trasferta ai playoffs con 15 su 35 da tre, e costringendo i Cavs al 39% complessivo. Haliburton ha segnato 31 punti con 6 rimbalzi e 8 assist vestendo i panni del realizzatore vista la serata appena sotto la media di Pascal Siakam. Solo Mitchell dall’altra parte ha fatto meglio di lui, con 34 punti ma percentuali bassissime (8 su 25 dal campo), Spida ha giocato su una caviglia malmessa allo stesso modo di Darius Garland, che ha zoppicato per il campo per 33 minuti. I Cavs non sono arrivati al meglio nella serie dal punto di vista fisico, va detto, ma che i Pacers siano stati del tutto superiori non v’è dubbio.
“Dopo la partita non potevo crederci, non volevo crederci. E ancora non voglio farlo” ha detto Donovan Mitchell “Amo giocare in questa arena, la gente, l’energia. Abbiamo perso tutte e tre le partite e abbiamo deluso una città intera. In questo posto speciale non ce l’abbiamo fatta. Ora dovremo usare tutto questo come motivazione perché da oggi nessuno ci terrà più da conto. Vincere non è semplice, ci sono tante cose che debbono andare per il verso giusto. E io credo che con questo gruppo la finestra sia ancora aperta, siamo una buona squadra ma non l’abbiamo dimostrato in queste 5 partite. Eppure ci giudicheranno tutti per queste. Ma torneremo a bussare“.
Anche coach Kenny Atkinson, l’uomo che ha trasformato i Cavs in una contender, cerca di superare la delusione per guardare al futuro del suo gruppo. “Penso che siamo cresciuti tutti, sia come squadra sia individualmente ma non siamo ancora al livello richiesto, e che volevamo raggiungere. Per cui non siamo soddisfatti, non c’è nulla da celebrare. Eppure siamo maturati e ora dobbiamo capire come si supera il prossimo ostacolo. Di certo, anche personalmente mi aspettavo di più soprattutto dopo la serie contro Miami“.
Mitchell e Atkinson hanno ragione. I Cavs erano favoriti sulla carta contro Indiana ma i Pacers sono in uno stato di forma eccellente e nessuno li aveva “visti arrivare” nonostante da febbraio siano numeri alla mano una delle migliori squadre della lega. L’attuale gruppo dei Cavaliers ha però dimostrato di essere da corsa e giocatori come Darius Garland e Evan Mobley, fresco Defensive Player of the Year, hanno ancora margine di crescita. E il roster sarà lo stesso anche l’anno prossimo, solo Ty Jerome e Sam Merrill saranno infatti free agent.
In gara 5 Evan Mobley ha chiuso con 24 punti e 11 rimbalzi, per i Pacers 21 punti di Pascal Siakam e 18 punti di Andrew Nembhard, Indiana attende ora la vincente della serie tra New York Knicks e Boston Celtics sul 3-1 per NY.

