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Cavs, coach Beilein chiama “Thugs” in suoi giocatori, poi si scusa

di Michele Gibin

Un altro caso, dopo quello della frustrazione in campo di Kevin Love e successive scuse pubbliche, scuote i Cleveland Cavaliers in difficoltà, con coach Jim Beilein costretto a correre a i ripari con i suoi giocatori dopo averli definiti dei “thugs” (dei delinquenti, letteralmente), durante una sessione video.

Ad “autodenunciarsi” è stato lo stesso Beilein, ore dopo l’accaduto, quando questo era diventato di dominio pubblico. L’allenatore dei Cavs si è scusato con i suoi giocatori, dicendo che ciò che intendeva dire fosse: “slugs” (“lumache”), ovvero come volesse intendere che i giocatori si stavano muovendo al rallentatore, “nella melassa” come diremmo in italiano. Fonti interne alla squadra avrebbero riferito di aver udito Beilein usare la frase: “A bunch of thugs“.

Parola pesante, che nella società americana porta spesso connotazioni razziali ed è usata in senso dispregiativo verso i neri e le gang di strada, e pesante soprattutto se usata in uno spogliatoio in cui la maggior parte dei giocatori è nera: “Non ho realizzato di aver usato quel termine, ma il mio staff mi ha detto poi che l’avevo fatto” Così Beilein “Ciò che intendevo dire è che non stessimo più giocando con la giusta velocità ed intensità, ovvero al rallentatore, come delle lumache (…) ho già parlato ad alcuni ragazzi in gruppo, mi hanno detto che hanno compreso“.

Il general manager dei Cavs Koby Altman si è informato dell’accaduto ed ha chiesto spiegazioni a Jim Beilein, subito dopo la diffusione della notizia. Per i Cavaliers un altro episodio controverso in stagione, dopo le sfuriate di Kevin Love ed i rumors che ad inizio stagione avevano visto i veterani della squadra contro i metodi di allenamento e condotta del gruppo di Beilein, allenatore con oltre vent’anni di esperienza nella NCAA (di cui 12 da capo allenatore a Michigan), ma all’esordio su di una panchina NBA.

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