Cleveland Cavaliers al bivio: dopo l’ennesima delusione ai playoff e con un monte salari destinato a superare il secondo livello di luxury tax, la dirigenza valuta con maggiore apertura l’ipotesi di una trade di Garland e Allen. Se Donovan Mitchell ed Evan Mobley restano i punti fermi del progetto, il futuro degli altri due membri del “core four” appare oggi molto meno certo.
Chris Fedor di Cleveland.com, intervenuto nel podcast Wine and Gold (YouTube), ha illustrato il dilemma interno alla dirigenza dei Cavs: mantenere il nucleo storico o esplorare nuove opzioni? “Preferirebbero tenere il core four unito e cercare di costruirci attorno i pezzi giusti per competere per un titolo,” ha spiegato Fedor. “Ma con le limitazioni imposte dalla luxury tax e soprattutto dal secondo livello della tassa, bisogna tenere una mentalità aperta.”
Secondo il giornalista, sebbene l’intenzione della franchigia sia quella di proseguire con gli attuali leader, due giocatori sarebbero oggi meno intoccabili rispetto al passato. “Credo che i due realmente intoccabili siano Donovan Mitchell ed Evan Mobley,” ha detto Fedor. “Sto iniziando a percepire una maggiore disponibilità, da parte dei Cavs, a considerare offerte per Jarrett Allen e Darius Garland rispetto al passato.”
Tuttavia, non si tratterebbe di uno smantellamento forzato, bensì di una valutazione mirata e ponderata.
“Non è che stanno dicendo: ‘Dobbiamo liberarci di questi contratti’. Sarebbe una questione di convenienza: il pacchetto in cambio dovrebbe rappresentare un passo avanti, non un’operazione laterale o addirittura un passo indietro.”
Il parallelismo con i Boston Celtics è inevitabile. La squadra campione in carica ha scelto di puntare forte su Jayson Tatum e Jaylen Brown, adattando il roster intorno a loro. Anche a Cleveland, la strategia sembra orientata a costruire attorno a Mitchell e Mobley, pur senza escludere cambiamenti. “Non sto dicendo che i Cavs andranno per forza in quella direzione,” ha chiarito Fedor. “Ma stanno arrivando a un punto in cui devono riequilibrare il roster e sistemare i conti.”
Il nome più gettonato per intavolare una trade è quello di Garland: secondo Fedor, il playmaker potrebbe avere un mercato più ricco rispetto ad Allen, offrendo ai Cavaliers più opzioni per ristrutturare sia il campo che il salary cap. “Nessuno che ricevi in cambio sarà Darius, né per pedigree né per talento. È un All-Star, un giocatore da max contract, uno dei migliori giovani point guard della Eastern. Ma puoi riorganizzare la squadra usando il suo valore per ottenere più pedine, più flessibilità.”
Una trade per Garland, oltre a ridurre il carico salariale, potrebbe ridefinire gli equilibri offensivi: Mitchell assumerebbe un ruolo più marcato nella gestione del gioco, con Mobley potenzialmente coinvolto come hub offensivo. Anche Ty Jerome potrebbe beneficiarne, con più compiti di regia nelle rotazioni secondarie. La possibilità di una trade resta, comunque, solo una delle ipotesi sul tavolo. Ma le regole imposte dal nuovo CBA non consentono a lungo di restare sopra il secondo apron, a meno di lottare stabilmente per il titolo.
“Quando ti trovi nella situazione dei Cavs – con un roster che non ha raggiunto le aspettative e con uno scenario salariale complicato – sei costretto a prendere in considerazione alternative,” ha concluso Fedor. “Conversazioni difficili, che potrebbero comportare anche separazioni dolorose.” Con l’estate ormai alle porte, a Cleveland si preannuncia un mercato rovente, dentro e fuori dal campo.

