Dopo la chiusura definitiva del contratto sui diritti TV della NBA per i prossimi 11 anni, e l’uscita di scena di TNT dopo 34 anni, Charles Barkley ha voluto prendere posizione sulla scelta – a suo dire sbagliata – della lega di prediligere Amazon Prime Video rispetto al network per cui lavora come opinionista.
La stagione 2024-25 sarà l’ultima per la NBA su TNT e l’ultima del popolare show “Inside the NBA” con Barkley, Shaquille O’Neal, Ernie Johnson e Kenny Smith. Almeno nel formato corrente: ESPN e Amazon sarebbero già in trattativa o avrebbero dei piani sul rinnovare il programma con almeno parte del cast.
Charles Barkley aveva diffuso venerdì un comunicato in cui attaccava la NBA: “La lega aveva già deciso di rompere con noi (TNT, ndr) da tempo, sin da subito. Non penso che TNT abbia mai avuto una chance. Avevano pareggiato l’offerta di Amazon ma la NBA sa che queste grandi compagnie di Big Tech sono le uniche che vogliono pagare certe cifre perché sanno già che ci ricaveranno poi il doppio in futuro. E la NBA non voleva farle arrabbiare. E’ un giorno triste quando i proprietari e il commissioner scelgono i soldi e non i loro tifosi“. Barkley ha poi ringraziato i suoi colleghi a TNT e il suo pubblico.
Dopo aver accusato la NBA e Big Tech di sfruttamento di posizione dominante, quantomeno, Barkley si è poi offerto proprio a Amazon e ai network che trasmetteranno le partite per i prossimi 11 anni: Prime Video, ESPN\ABC e NBC, dicendosi pronto a ascoltare eventuali offerte.
“Io ho un contratto di 10 anni e 210 milioni di dollari (con TNT, ndr) e la rete deve venire da me subito a garantirmi tutti i soldi oppure a propormi un adeguamento. Cosa che naturalmente non accetterò e quindi sarà free agent anche io. La mia posizione? Io non ho fatto nulla, sono loro che hanno incasinato tutto e allora perché devo andarci di mezzo io?“. Charles Barkley aveva già annunciato che sarebbe andato in pensione se TNT avesse perso i diritti TV sulla NBA. E cambierebbe idea solo in caso di un’offerta congrua degli altri network: “Mi siederò e sentirò che cosa hanno da proporre, sarò onesto con tutti“.
Dopo la chiusura dell’accordo, Warner Bros. Discovery che controlla TNT aveva annunciato azioni legali contro la NBA.

