Il mondo corre veloce e imperterrito, ma ogni tanto sarebbe quasi terapeutico prendersi qualche minuto per ammirare come gioca Chris Paul. Il suo arrivo a Houston non è stato dei più sereni, con un infortunio iniziale a costringerlo sulla panchina dei Rockets in un momento importante, nel quale far conoscenza dei compagni in campo è un aspetto fondamentale. E invece, nessun problema. Al ritorno sul parquet per Chris Paul assist e linee di passaggio fantascientifiche sono tornati più concreti che mai, e uniti alla sua proverbiale difesa asfissiante si sono sposati alla perfezione con il sistema di gioco di Mike D’Antoni, permettendo alla point guard di scalare un altro gradino dell’Olimpo della NBA: quello degli assistmen.

Classifica assist all-time in NBA (Basketball Reference)
CP3 supera così Andre “The Professor” Miller, portandosi così a quota 8525 e diventando il 9° all-time per assist nella lega. Il sorpasso è avvenuto con una delle perle con le quali la notte scorsa Paul ha deliziato uno svogliato e nervoso pubblico alla Quicken Loans Arena di Cleveland. Sorpasso che arriva proprio alle porte dell’All-Star Game del 18 febbraio, al quale Paul non prenderà parte in quanto non selezionato, tra lo stupore generale.
With this assist, Chris Paul passes Andre Miller for 9th All-Time on the assists list with 8,525!#Rockets
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— NBA (@NBA) February 4, 2018
I Rockets hanno passeggiato sui Cavaliers (120-88), dimostrando una solidità sempre più ardua da fronteggiare e sfruttando il momento di totale smarrimento di LeBron James e soci. D’altronde, a Chris Paul assist del genere valgono ad oggi il rispetto della lega intera. Proprio nella partita di ieri, il giocatore è stato definito uno tra i migliori 10 playmaker della storia NBA da Jeff Van Gundy e Mark Jackson, color commentators e opinionisti di ESPN (Jackson è anche 4° nella classifica sopra), che di acqua sotto i ponti ne hanno vista passare.
Proprio “passare” è la parola chiave, quando le tue dimensioni fisiche sono più “umane” rispetto agli standard NBA e il tuo cervello compensa alla perfezione quello che per molti è un limite invalicabile. Non per CP3, la cui media di 9.8 assist a partita in carriera (13 stagioni) fa da biglietto da visita per un facilitatore che non è secondo a nessuno, e la dirigenza degli Houston Rockets lo sa bene; adesso però dovrà fronteggiare dei mostri sacri nella speciale classifica dei passatori. Prossimo obiettivo: Gary Payton, quota 8966. Se ritenevate che questo generale del backcourt andasse a fare il vice di Harden, siete fuori strada. Al prossimo alley-oop.
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