Questi New York Knicks erano stati costruiti per questo, per battere i Boston Celtics e raggiungere un traguardo minimo, le finali di conference, che nella Grande Mela mancavano dal lontanissimo 2000.
E con il “massacro di gara 6” al Madison Square Garden di NY il progetto si è compiuto, i Knicks hanno eliminato per 4-2 i Celtics campioni in carica per 119-81, e ora in finale di conference troveranno una vecchia avversaria, quegli Indiana Pacers contro cui negli anni ’90 furono serie dure e fisiche, e che appena un anno fa eliminarono Jalen Brunson e compagni vincendo una gara 7 a New York. Se esiste definizione migliore di “rivalità”, vorremmo sentirla.
In gara 6 i Knicks hanno preso il largo nel secondo quarto (38-17) e la resistenza dei Celtics già privi come noto dello sfortunato Jayson Tatum, è finita lì. Mikal Bridges, OG Anunoby, Karl-Anthony Towns e Jalen Brunson hanno tutti superato quota 20 punti segnati, Josh Hart ci ha aggiunto una tripla doppia da 10 punti, 11 assist e 11 rimbalzi, i Knicks hanno dominato a rimbalzo d’attacco con Bridges, Hart e Mitchell Robinson contro una frontline dei Celtics in difficoltà Luke Kornet non ha replicato la sua gara 5, per un Kristaps Porzingis debilitato appena 11 minuti di gioco e soli 2 rimbalzi in 27 minuti per il vecchio Al Horford.
“Quando abbiamo ripassato gara 5, c’era da essere disgustati di quanto poco avevamo comunicato in campo, del poco sforzo e voglia. Qualcosa che andava assolutamente aggiustato e lo abbiamo fatto” ha detto Josh Hart. Ne è uscita per i Knicks “probabilmente la miglior partita in questi playoffs” come l’ha definita coach Tom Thibodeau. “Dall’inizio alla fine siamo stati grandi. Una grande vittoria, andiamo avanti, guardiamo a cosa abbiamo realizzato ma prepariamoci per la prossima serie. Perché i Pacers sono forti e noi dovremo essere pronti“.
Il secondo quarto è stato uno shock per Boston, che è finita sotto di 27 punti commettendo 6 palle perse, Jaylen Brown, il miglio realizzatore dei Celtics con 20 punti, s’è caricato di falli ed è uscito per 6 falli già nel terzo quarto, la bandiera di resa definitiva per i campioni NBA in carica.
Era da 25 anni che i Knicks non arrivavano così lontano ai playoffs NBA. Nel 2000 contro gli Indiana Pacers di Reggie Miller e Jalen Rose arrivò una sconfitta in 6 partite che sbarrò ai Knicks di Allah Houston, Latrell Sprewell e coach Jeff Van Gundy la strada per il ritorno alle NBA Finals. Quella tra Knicks e Pacers è una delle grandi rivalità della Eastern Conference, negli anni ’90 si sono incontrate per 6 volte tra 1993 e 2000. Negli ultimi anni, in cui i Knicks hanno visto poco la post-season, due vittorie dei Pacers nel 2013 e nel 2024. E il ritorno nella NBA che conta per i Knicks ha scatenato i tifosi a New York, con i caroselli sulla Seventh Avenue davanti al Madison Square Garden.
“I Pacers? Saranno un avversario tosto, loro corrono e vanno veloci, anche dopo un canestro subito. Per noi sarà fondamentale comunicare in campo, bisogna restare lì con la testa a ogni possesso e tornare in difesa. Dovremo ripartire da come abbiamo giocato oggi, e portare le cose buone a livello di comunicazione in campo anche nella prossima serie“, ha detto ancora Hart.
La serie dello scorso anno fu particolarmente sfortunata per i Knicks, che in gara 2 persero OG Anunoby per un infortunio muscolare. Jalen Brunson subì in gara 7 una frattura alla mano sinistra che gli sarebbe poi costata le Olimpiadi di Parigi 2024. Nel 2013 i Pacers vinsero in 6 partite una serie passata alla storia della rivalità per la stoppata di Roy Hibbert ai danni di Carmelo Anthony nel quarto quarto, che spostò l’inerzia della partita dalla parte di Indiana.
“Come ci sentiamo? Come una squadra che ha ancora del lavoro da fare, non abbiamo finito qui” così Mikal Bridges, l’uomo che ha deciso in difesa gara 1 e gara 2 a Boston con i due recuperi su Jaylen Brown e Jayson Tatum nei possessi finali delle due partite. “Abbiamo giocato bene e sistemato i Celtics ma la nostra stagione non si conclude certo qui“.
I playoffs 2025 hanno finora fornito un parallelismo davvero suggestivo, e sostanzialente sancito un pareggio, tra Knicks e Timberwolves sulla trade che aveva caratterizzato la off-seaosn 2024. Quella che ha spedito Karl-Anthony Towns ai Knicks e Julius Randle e Donte DiVincenzo ai Twolves. Sia NY sia Minnesota sono in finale di conferenze e sia Towns sia Randle sono stati più che strutturali al risultato, in attesa di vedere chi si qualificherà per la prima volta alle NBA Finals. Intanto, per KAT si tratta della seconda finale di conference di fila, anche se con due maglie diverse.
“Questa era una partita così importante, i miei compagni si sono fidati di me per trovare dei punti e io sono contento di non averli delusi. Per cui, bravi i miei compagni di squadra per avermi coinvolto e permesso di essere aggressivo” così Towns che in gara 6 ha segnato 21 punti con 12 rimbalzi.
