Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsDamian Lillard, 500 partite dopo è sempre Dame Time: “Pronto a tutto, un onore difendere questa maglia”

Damian Lillard, 500 partite dopo è sempre Dame Time: “Pronto a tutto, un onore difendere questa maglia”

di Michele Gibin
Dame Lillard marca James Harden

Una volta uscita dal college, ero pronto a qualsiasi cosa sarebbe venuta. Se funziona, bene. Se capiterà che dovrò scendere in G-League per qualche partita, guadagnarmi il posto in quintetto dal basso, se dovrò guardare e basta per qualche partita… ero preparato – ed ero stato preparato – a tutto

 

Questo è il Damian Lillard del 19 dicembre 2018. Quello che ha appena disputato, vinto e marchiato a fuoco col suo nome la sua 500esima partita NBA ufficiale, e che parla del Damian Lillard del 28 giugno 2012. Del ragazzo scelto con la sesta chiamata assoluta da dei Portland Trail Blazers orfani di Brandon Roy, dopo 4 anni (4 anni di college, sembra trascorso un secolo) passati a Weber State.

500 partite ufficiali NBA, di cui… 500 iniziate in quintetto base. Alla faccia della G-league.

Così Dame ha descritto il suo percorso, dopo aver segnato 15 dei suoi 24 punti di serata nel solo terzo quarto contro i Memphis Grizzlies, al Moda Center di Portland nella serata di mercoledì:

500? Ho pensato: ‘Però, sono un bel po’ di partite, ed avrò avuto una media di 35 minuti a partita o giù di lì. Quello a cui ho subito pensato è al grande bagaglio di esperienza che un numero così altro comporta

– Damian Lillard dopo Blazers-Grizzlies –

 

Niente male per uno uscito da un piccolo college nello Utah, dopo l’adolescenza passata ad Oakland, California, e raccontata dall’alter ego di Lillard, quel Dame D.O.L.L.A. che si permette i featuring con mister Lil’ Wayne nei suoi dischi, e che è appena arrivato nei negozi con la quinta “edizione” della sua linea di sneakers signature, le Dame by Adidas.

500 partite per diventare il leader di franchigia per tiri da tre punti realizzati, per arrivare a tallonare grandi ex di una squadra con una grande storia come Terry Porter (leader per assist) e LaMarcus Aldridge (secondo per punti realizzati, dietro al leggendario Clyde “The Glide” Drexler).

E 500 partite per fare dei Trail Blazers una presenza fissa ai playoffs dell’esagerata Western Conference (5 le partecipazioni consecutive nell’era Lillard), per guadagnarsi tre partecipazioni all’All-Star Game, per diventare solamente il terzo Blazers nella storia ad essere inserito nel Primo Quintetto Assoluto NBA (2018), per entrare nelle grazie del Re LeBron James, e per diventare abbastanza leader da sopravvivere ad un’eliminazione al primo turno di playoffs (2018, per mano di Davis-Holiday-Mirotic) talmente pesante da stendere un cavallo, e ripresentarsi in forma MVP ai blocchi di partenza della nuova stagione.

Lillard si piazza al 29esimo posto nella classifica All-Time NBA per punti realizzati entro le 500 partite giocate, davanti a gente come Paul Pierce, Dirk Nowitzki, Tim Duncan, Steph Curry, Kobe Bryant and so on, per dire.

Sono stato solo fortunato ad evitare infortuni e problemi fisici, di poter giocare qusi tutte le partite, e soprattutto di poterlo fare indossando una sola maglia. La mia gratitudine va a coach Terry Stotts ed al suo staff, che hanno creduto in me sin dal primo giorno e mi hanno permesso di raggiungere quei traguardi di cui oggi si parla. Giocare e difendere i colori di questa squadra e di questa franchigia è un grande onore. Quando sono arrivato qui, ero preparato ad ogni insidia ed ostacolo possibili. E invece tutto è andato alla perfezione (…) finora è stata una gran bella corsa assieme

– Damian Lillard sui Portland Trail Blazers –

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