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Damian Lillard, esce “Goat Spirit”: basket, rap, proteste e una trade mancata coi Knicks

di Michele Gibin

Si chiama “Goat Spirit” il nuovo singolo di Dame Dolla, stage name della star dei Portland Trail Blazers Damian Lillard, in collaborazione con Raphael Saadiq, già produttore di The Roots e Macy Gray

Lillard che nella copertina del singolo omaggia i suoi Greatest Of All Time tra basket e musica, con i riferimenti iconografici a Michael Jordan, Kobe Bryant, Tupac Shakur e Notorious BIG. E che si racconta a Vanity Fair tra vita sportiva, attività discografica e le proteste in un momento tra i più pesanti della storia moderna degli Stati Uniti d’America.

Un momento che Lillard ha già affrontato con la veemenza lirica del rapper in Blacklist, una lunga “tirata” contro il razzismo moderno, Donald Trump ed i bianchi che con la loro indifferenza verso il problema squalificano la protesta e la causa per l’eguaglianza civile.

Il razzismo sistemico nella nostra società non si è ai mostrato in maniera palese come in questi tempi“, spiega Lillard “E come neri americani ne abbiamo avuto abbastanza, la misura è colma.  nostri avi hanno sopportato schiavitù, segregazione, violenze. e oggi sappiamo di tanti esempi di come queste cose esistano ancora, ed accadono anche davanti ad una telecamera. E quello che stupisce è che tali atti debbano sempre essere letti e “giustificati” (…) credo che l’unità che stiamo trasmettendo con le proteste sia un messaggio forte, stiamo mettendo pressione. Ci muoviamo nella direzione giusta“.

Damian Lillard che con la consueta faccia tosta è fiducioso anche nelle possibilità dei suoi Portland Trail Blazers, che alla ripresa della stagione ad Orlando punteranno all’ottavo posto ad Ovest, ed a fare “rumore” ai playoffs: “So che se giocassimo contro di loro, possiamo battere i Lakers al primo turno. Da giocatore competitivo, sono felice di poter tornare a giocare ed avere una chance per i playoffs. Certo, un po’ di preoccupazione per il virus c’è, ma la NBA sta facendo di tutto per garantirci la sicurezza“.

Damian Lillard: “Anni fa ci furono voci di trade ai Knicks”

Lillard svela poi un piccolo retroscena passato, su una possibile trade che lo avrebbe spedito anni fa ai New York Knicks ed al Madison Square Garden, come per tanti suoi colleghi giocatori l’arena preferita per giocare: “All’epoca pensavo mi avrebbero mandato a New York, c’erano dei rumors. Il Garden è la mia arena preferita“.

Alla soglia dei 30 anni, la carriera da musicista di Lillard conta oggi 3 dischi (The Letter O, Confirmed e Big DOLLA) e featuring importanti con Lil Wayne, Common, J. Cole e QTip, “Amici e super musicisti cui chiedo spesso consigli e a cui chiedo sempre di essere sinceri. E loro lo sono, e mi danno le direttive giuste“.

Daman Lillard registra di solito il suo materiale a Portland o a Los Angeles, per la sua etichetta Front Page Music, ma il lockdown lo ha costretto a lavorare nel suo home studio di Portland al nuovo disco: “Il mio ultimo lavoro (Big DOLLA, ndr) ha ricevuto buone critiche, ho avuto l’attenzione di un pubblico più ampio, e quindi da ora in poi devo cercare la massima qualità in tutta la mia musica“.

E sullo scontro a suon di dissing con Shaquille O’Neal, altra star NBA e rapper di lungo corso? “Non era una cosa personale, Shaq si era offeso per una cosa che avevo detto ed aveva risposto con un dissing nei miei confronti. Ma è tutto ok, ci sentiamo di frequente via messaggio ed abbiamo fatto anche un pezzo assieme“.

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